USA: Trump, avevamo previsto 4-5 settimane ma possiamo andare oltre
"Avevamo preventivato quattro-cinque settimane ma abbiamo la capacità di andare oltre", ha detto il presidente statunitense Donald Trump alla Casa Bianca parlando dell'attacco militare contro l'Iran.
(Keystone-ATS) “Continuiamo con determinazione per soffocare la minaccia, prevarremo (…). Ho colto l’ultima e la migliore chance per attaccare l’Iran”, ha detto ribadendo che “lo scopo del programma missilistico di Teheran era quello di proteggere il loro sviluppo di armi nucleari e rendere estremamente difficile per chiunque impedire loro di produrre queste armi nucleari, da noi proibite”. “Tutti ci sostenevano. Semplicemente non hanno avuto il coraggio di dirlo”, ha aggiunto.
“Il regime iraniano disponeva già di missili in grado di colpire l’Europa e le nostre basi, sia locali che all’estero, e presto avrebbe avuto missili in grado di raggiungere la nostra splendida America”, ha ribadito Trump sottolineando che “il programma missilistico balistico del regime stava crescendo rapidamente e in modo esponenziale, e ciò rappresentava una minaccia molto chiara e colossale per l’America e le nostre forze armate di stanza all’estero”.
Dopo gli attacchi di giugno “avevo avvertito l’Iran di non riavviare il programma nucleare”. Teheran con i missili a lungo raggio e l’arma nucleare sarebbe stato una “minaccia intollerabile (…).
Continuano operazioni su vasta scala
“Continuiamo a condurre operazioni su vasta scala in Iran”. Trump ha elencato i quattro obiettivi dell’operazione militare. “In primo luogo, stiamo distruggendo le capacità missilistiche dell’Iran”, ha detto. “In secondo luogo, stiamo annientando la loro marina. Abbiamo già distrutto dieci navi. In terzo luogo, stiamo facendo in modo che il principale sponsor mondiale del terrorismo non possa mai ottenere un’arma nucleare, non avrà mai un’arma nucleare”. E infine “stiamo facendo in modo che il regime iraniano non possa continuare ad armare, finanziare e dirigere eserciti terroristici al di fuori dei propri confini”.