USA: risarcimento da 29 milioni a vittima incidente Boeing 737
Una giuria di Chicago ha riconosciuto un risarcimento di 29 milioni di dollari alla famiglia di un funzionario delle Nazioni Unite di origine irlandese, deceduto nell'incidente aereo del Boeing 737 Max del 2019.
(Keystone-ATS) Lo ha reso noto un portavoce del tribunale americano. La causa civile è stata intentata da Naoise Nee Connolly, vedova di Michael ‘Mick’ Ryan, ingegnere del Programma alimentare mondiale (Pam) dell’ONU e una delle vittime del disastro aereo della Ethiopian Airlines, in cui persero la vita tutte le 157 persone a bordo.
Boeing è finita di nuovo sotto processo per il 737 Max: la famiglia di Ryan, inclusa la vedova, aveva chiesto un risarcimento danni e respinto l’offerta transattiva del colosso di Seattle, optando invece per un processo con giuria, uno dei tanti derivanti dai due incidenti del Max avvenuti in cinque mesi tra il 2018 e marzo del 2019 e costata la vita a ben 346 persone.
Lunedì si sono aperte le udienze con le quali un tribunale di Chicago ha esaminato le richieste presentate dai familiari di Ryan, ingegnere che aveva tra l’altro lavorato durante l’epidemia di Ebola in Liberia e con i rifugiati Rohingya.
Naoise Ryan aveva respinto i pagamenti volontari offerti da Boeing alle vittime, definendoli “denaro insanguinato”, e ha destinato la sua quota di 1,65 milioni di dollari a una fondazione per la sicurezza aerea. Boeing si è scusata per gli incidenti e ha riconosciuto che il software anti-stallo è stato la causa di entrambi gli incidenti. La compagnia ha risolto la maggior parte delle controversie con accordi non resi pubblici.
A maggio, una giuria di Chicago ha condannato Boeing a risarcire con 49,5 milioni di dollari la famiglia di Samya Stumo, una ventiquattrenne americana morta sullo stesso volo Ethiopian Airlines. Nel processo, gli avvocati della famiglia Stumo accusarono Boeing di “negligenza” nella tragedia, mentre i parenti si dissero devastati dalla perdita. Stumo perse la vita mentre si recava in Kenya per il suo primo incarico con ThinkWell, una ong che si occupa di salute pubblica con lo scopo di ampliare l’accesso all’assistenza sanitaria in Africa e in Asia.