La televisione svizzera per l’Italia

USA: apre i battenti a Dallas il Trump-show

Keystone-SDA

Il "Trump-show" di Dallas apre i battenti. A dispetto dei sondaggi non favorevoli per il voto di novembre, il presidente sarà onnipresente nella due giorni di inedita "convention di midterm" del Partito repubblicano.

(Keystone-ATS) Il suo nome e il suo volto campeggiano ovunque nell’arena dell’American Airlines Center, casa dei Dallas Mavericks, il luogo scelto per la kermesse, dove decine di repubblicani di primo piano saliranno sul palco per difendere l’operato del commander-in-chief, rivendicando i presunti successi in economia, contro l’immigrazione illegale e in politica estera.

Il presidente, amante dei reality, terrà il discorso programmatico in prima serata, all’apertura dei lavori, e in quello di chiusura di domani sera, ritrovando il suo popolo MAGA (“Make America Great Again”; lo slogan del presidente) in un’arena “davvero caldissima” e che “ha registrato il tutto esaurito!”, ha scritto Trump nella notte su Truth, a ridosso della convention.

La strategia del Partito repubblicano comporta rischi politici: il livello di gradimento per Trump è calato durante il suo secondo mandato ben sotto il 40% anche tra gli elettori indipendenti, fondamentali per i repubblicani se vogliono conservare la risicata maggioranza alla Camera e al Senato, tra prezzi dei carburanti vicino ai 5 dollari al gallone e quelli dei generi alimentari in rialzo, e nel mezzo di una guerra all’Iran sempre più impopolare e di incerta conclusione.

“Tutti vogliono esserci, ma stiamo chiedendo di intervenire solo a quei candidati impegnati in sfide combattute: situazioni in cui il vantaggio è minimo, lo svantaggio è lieve o la gara è in parità”, ha scritto ancora Trump sempre su Truth.

Tuttavia, la situazione è più complessa. Alcuni repubblicani in collegi elettorali a rischio (come la senatrice del Maine Susan Collins) hanno ammesso che non saranno a Dallas: una scelta che rischia di scatenare l’ira presidenziale, ma che permette loro di evitare l’associazione pubblica a un leader impopolare, da ultimo promotore della guerra commerciale al Canada.

Un suo fedele alleato, il senatore del Kansas Roger Marshall, ha criticato la minaccia presidenziale di vietare al produttore canadese Bombardier di vendere i suoi aerei negli USA: una mossa che metterebbe a rischio centinaia di posti di lavoro nel suo Stato.

Il vicepresidente JD Vance parlerà domani, prima di Trump, in una passerella utile per testare gli umori del partito in vista del 2028. Terranno interventi di rilievo altri fedelissimi del presidente: il segretario al Tesoro Scott Bessent, il procuratore generale Todd Blanche e il segretario alla salute Robert F. Kennedy. Nulla da fare per il leader della maggioranza al Senato John Thune, aspramente criticato da Trump per non aver fatto approvare la legge sui requisiti di idoneità al voto.

È probabile che il Grand Old Party punti molto sul mantra della svolta a sinistra adottata da diversi candidati democratici socialisti alle primarie, chiamando alla mobilitazione contro il rischio di “socialismo e comunismo”.

Vincere la battaglia narrativa è di primaria importanza per le speranze repubblicane di successo a novembre, visto che i democratici hanno un vantaggio di 10 punti percentuali negli ultimi sondaggi Gallup. I democratici cercheranno di agitare le acque: ad esempio, il governatore dell’Illinois JB Pritzker, possibile candidato alle presidenziali del 2028, parlerà non lontano dalla grande convention repubblicana di Dallas.

Pritzker, che sta partecipando ad alcuni eventi di Democrats for Texas nell’ambito della contro programmazione dei liberal alla convention dei conservatori, ha sostenuto che i repubblicani stanno lavorando per “truccare” le elezioni di metà mandato. Egli ha puntato il dito contro gli sforzi di Trump di imporre limiti al voto per posta come indicazione della volontà del presidente di “rubare” il voto.

Secondo quanto riportato dai media americani, ha inoltre colto l’occasione per lanciare il suo PAC (organizzazione che raccoglie finanziamenti privati) “Ready to Fight” che ha come obiettivo spendere almeno 20 milioni di dollari per aiutare i democratici nelle elezioni di metà mandato.

Intanto la città texana si prepara a manifestazioni di protesta contro Trump e contro la convention: sono state erette barricate e chiuse strade. I manifestanti sono attesi oggi e domani non lontano dall’American Airlines Center. Un’altra manifestazione è in calendario nella serata di domani davanti al consiglio comunale di Dallas, dove sono attese fra le 5’000 e le 10’000 persone per il “We The People Rally”.

Le autorità della città – politicamente a prevalenza democratica (sebbene nel 2023 l’attuale sindaco Eric Johnson abbia annunciato il suo passaggio al Grand Old Party), nonostante si trovi in uno Stato storicamente repubblicano – hanno spiegato di non voler interferire con la libertà di espressione: il loro obiettivo è garantire la sicurezza proteggendo i diritti di tutti.

Articoli più popolari

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR