Uova di Pasqua a rischio? Forte domanda, produzione non tiene passo
La corsa alle uova è già iniziata: a pochi giorni dalle festività pasquali la Svizzera si trova nuovamente a fare i conti con una domanda in forte crescita e una produzione nazionale che non riesce a tenere il passo.
(Keystone-ATS) I dettaglianti non prevedono una carenza generalizzata, ma non escludono temporanei vuoti sugli scaffali, soprattutto nei giorni di maggiore picco.
Pasqua rappresenta da sempre l’alta stagione per le uova. Come conferma Coop all’agenzia Awp, nelle settimane precedenti le festività la clientela acquista in modo significativamente più frequente, con un incremento marcato della domanda. Ma il fenomeno non è più solo stagionale. Negli ultimi due anni la richiesta di uova – in particolare quelle da allevamento all’aperto – è aumentata in modo costante, spinta dalla tendenza a puntare sulle proteine nell’alimentazione.
Secondo i dati dell’Ufficio federale dell’agricoltura, tra il 2023 e il 2024 il consumo pro capite di uova è salito da 188 a 198 unità, con un aumento del 4,7% in un solo anno. I dati per il 2025 non sono ancora disponibili, ma Daniel Würgler, presidente dell’associazione dei produttori di uova Gallosuisse, prevede un ulteriore incremento, destinato a superare i livelli già elevati dell’anno precedente.
Sul fronte dell’offerta, i produttori elvetici hanno aumentato la loro produzione di circa il 4-5% nel 2025, portando il totale a 1,2 miliardi di uova all’anno. Una crescita significativa, ma non sufficiente a compensare la progressione della domanda. Il problema è infatti strutturale: la produzione non può essere adeguata rapidamente. “Non possiamo semplicemente mettere più galline nei pollai esistenti”, spiega Würgler. “Ci sono rigide normative sugli spazi. E per mettere in funzione un nuovo allevamento servono dai quattro ai sei anni”. A ciò si aggiunge un ulteriore fattore di complessità: nel semestre invernale le uova sono tradizionalmente molto più richieste, mentre la produzione non può essere scalata di conseguenza.
Sia Coop che Migros descrivono la situazione come tesa, soprattutto in prossimità delle festività. Migros punta a garantire il riempimento degli scaffali ricorrendo alle importazioni. Anche Coop si prepara ampliando “puntualmente” il proprio assortimento con uova importate, pur ribadendo la priorità per il prodotto nazionale.
Lidl Svizzera conferma il quadro: la situazione di mercato è difficile e ci sono state parziali carenze. Il discount si dice comunque fiducioso di poter proporre una disponibilità sufficiente, con alternative pronte in caso di temporaneo esaurimento di un prodotto specifico. Nessun dettagliante, tuttavia, può escludere completamente qualche vuoto sugli scaffali nei giorni di maggior richiesta.
Un aspetto rassicurante per i consumatori riguarda i prezzi: malgrado la penuria gli operatori non prevedono aumenti significativi. Coop si aspetta che i prezzi delle uova rimangano sostanzialmente stabili nel prossimo futuro e anche le altre aziende si muovono nella stessa direzione, cercando di assorbire gli extra-costi senza trasferirli sulla clientela.