Ungheria: Magyar e Orban hanno votato
Il leader dell'opposizione ungherese, Peter Magyar, e il premier ungherese, Viktor Orban, hanno votato a Budapest, dove da oggi sono aperte le urne per le elezioni dedicate al rinnovo del Parlamento da 199 membri.
(Keystone-ATS) Magyar ha votato nel seggio dell’asilo Hegyvideki Mesevar, nel 12esimo distretto della capitale. “Il nostro partito vincerà, l’unica incognita è se con una maggioranza semplice, o con quella assoluta”, ha detto alla stampa dopo aver riposto la sua scheda nelle urne.
“Dobbiamo rafforzare la posizione dell’Ungheria nell’UE e nella NATO”, ha aggiunto, tornando a sottolineare la necessità di “scongelare i fondi UE” bloccati per la disputa tra Bruxelles e Viktor Orban sullo stato di diritto. In caso di vittoria, ha ribadito, “la priorità sarà adottare misure anti-corruzione”.
L’Ungheria, infatti, vota oggi esattamente 23 anni dopo il sì all’Unione europea, come ricordano diverse testate locali nel giorno di un’elezione considerata storica anche per il futuro delle relazioni tra Budapest e Bruxelles.
Al referendum del 2003 la scelta fu netta: l’83,76% dei votanti si espresse a favore dell’ingresso nell’UE, contro il 16,24% di contrari. A pesare, però, fu una partecipazione limitata, con un’affluenza ferma al 45,62% degli aventi diritto.
Oggi il quadro appare più sfumato. La maggioranza degli ungheresi resta favorevole all’UE, ma i dubbi su integrazione ed euro sono aumentati. Secondo un sondaggio del Centro di ricerca 21, oltre un terzo degli elettori filogovernativi sarebbe pronto a votare per la cosiddetta Hexit, il divorzio da Bruxelles in stile Brexit.
Il premier ungherese in carica da 16 anni, dal canto suo, ha ribadito: “Sarà la mia ultima elezione? Sono giovane, non è la mia ultima elezione. Sono qui per vincere”, ha detto Orban, parlando alla stampa subito dopo aver votato a Budapest.
“La decisione del popolo deve essere rispettata”, ha sottolineato rispondendo alle domande dei giornalisti. Interpellato sull’ipotesi di congratularsi con il rivale Peter Magyar in caso di sconfitta, ha replicato: “Congratularmi? Lo faccio sempre, ci sono regole civili”.
Putin? “Ci impegniamo a mantenere relazioni amichevoli con i leader di tutti i principali Stati”, ha poi detto Orban rispondendo ad un reporter sul suo rapporto con l’inquilino del Cremlino. Interpellato su cosa farebbe al posto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in particolare sull’ipotesi di cedere territori a Mosca, ha risposto: “Sono abbastanza fortunato da non essere Zelensky”.
Orban ha votato nel seggio della scuola elementare Zugliget, nel XII distretto di Budapest, arrivando insieme alla moglie Aniko Levai. Il premier si è detto soddisfatto dell’elevata affluenza attesa, sottolineando come una forte partecipazione abbia storicamente favorito il suo partito: “Più persone votano, meglio è”, ha affermato, invitando tutti i cittadini a recarsi alle urne. “Le elezioni sono una celebrazione della democrazia”, ha aggiunto, rimarcando la centralità di un voto che ha definito cruciale quanto quello del 1990, pur in un contesto diverso. “Oggi ci troviamo di fronte a crisi cumulative in Europa – energetiche ed economiche – che richiedono una forte unità nazionale”, ha osservato.
Alla domanda su eventuali rimpianti dopo sedici anni al potere, Orban ha risposto: “No, sto bene”. E sugli obiettivi mancati ha concesso: “Avremmo dovuto agire più velocemente. Abbiamo fatto progressi sui punti più importanti, ma avremmo potuto procedere due o tre volte più rapidamente se il contesto internazionale fosse stato più favorevole”.