Ue, per Crans-Montana assistenza a Svizzera da 21 Paesi europei
In risposta alla richiesta della Svizzera tramite il Meccanismo di protezione civile Ue su Crans-Montana ad ora 24 pazienti sono stati trasportati in ospedali in Belgio, Francia, Germania e Italia. Lo comunica la Commissione Ue.
(Keystone-ATS) Francia, Italia, Lussemburgo, Romania e Svizzera hanno garantito la logistica del trasporto medico. I team di valutazione delle ustioni di Francia e Italia stanno supportando gli ospedali svizzeri nel Vallese e a Losanna, fornendo competenze altamente specializzate nella cura delle ustioni. Finora, 21 paesi hanno offerto assistenza: 18 per il trattamento, 9 per il trasporto e 6 per gli esperti.
“Siamo pienamente solidali con la Svizzera: la Commissione sta coordinando gli aiuti offerti dai Paesi di tutta Europa e continueremo a fornire assistenza secondo necessità”. Lo ha affermato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, in una nota in merito all’intervento di solidarietà fornito dall’Unione europea al Paese, dopo il tragico incendio di Crans Montana.
“Questo è un inizio d’anno tragico per tante famiglie. Il mio cuore è rivolto alla comunità in lutto, alle vittime, ai loro familiari e a tutti coloro che hanno perso i propri cari. In momenti così difficili, ci rivolgiamo gli uni agli altri e cerchiamo di capire come possiamo offrirci al meglio il nostro sostegno”, ha detto.
“Il nuovo anno è iniziato in modo drammatico, con una tragedia per coloro che si preparavano a festeggiare e le cui vite sono state improvvisamente distrutte. La perdita di vite così giovani rende questo momento ancora più doloroso. I miei pensieri sono rivolti alle vittime, ai loro cari e a tutti coloro che sono coinvolti nelle operazioni di soccorso. La Svizzera può contare sul nostro pieno sostegno. Ringrazio tutti i Paesi che hanno immediatamente offerto un aiuto concreto”, ha affermato la commissaria per l’uguaglianza, la preparazione e la gestione delle crisi Hadja Lahbib.
Il meccanismo di protezione civile dell’Ue era stato attivato in un contesto simile nel marzo 2025, dopo l’incendio in una discoteca nella Macedonia del Nord, Kočani, che ha provocato numerose ustioni e decine di evacuazioni mediche all’estero. Dall’istituzione nell’ottobre 2001, il meccanismo di protezione civile Ue ha gestito oltre 820 richieste di assistenza sia all’interno che all’esterno dell’Ue, comprese le operazioni di evacuazione medica dall’Ucraina e da Gaza. Oltre ai Paesi Ue partecipano al Meccanismo di Protezione Civile europeo altri dieci Stati: Albania, Bosnia-Erzegovina, Islanda, Moldavia, Montenegro, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia, Turchia e Ucraina