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Ucraina lancia riforma esercito con smobilitazione e aumento salari

Keystone-SDA

L'Ucraina lancia una "riforma dell'esercito" che dovrebbe introdurre una smobilitazione a fasi e salari nettamente più elevati per i soldati impegnati al fronte, ha annunciato oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

(Keystone-ATS) Zelensky auspica in particolare un “rafforzamento del sistema contrattuale nelle forze di difesa”, affinché siano “garantite condizioni di durata del servizio chiaramente definite e che – già da quest’anno – diventi possibile una smobilitazione a fasi per coloro che sono stati mobilitati in precedenza”.

Il presidente non ha fornito ulteriori dettagli su questa misura, fortemente richiesta in quanto l’attuale legislazione consente la smobilitazione solo dopo la revoca della legge marziale, in vigore dall’inizio dell’invasione russa nel febbraio 2022.

Il presidente ucraino punta anche a un aumento significativo dei salari: “il livello minimo dovrebbe essere di almeno 30.000 grivnie (circa 535 franchi svizzeri) per le posizioni non combattenti” contro le 20.000 grivnie (355 franchi) attuali, secondo i dati del Ministero della Difesa.

“Per le posizioni di combattimento, dovrebbe essere diverse volte superiore”, ha indicato, evocando pagamenti mensili “compresi tra 250.000 e 400.000 grivnie” nella fanteria (tra 4.440 e 7.100 franchi). Attualmente, un soldato che combatte al fronte per un mese riceve un pagamento supplementare di 170.000 grivnie (3.020 franchi).

I dettagli di questa riforma dovranno essere finalizzati a maggio, “e i primi risultati dovranno essere realizzati a giugno”, ha indicato Volodymyr Zelensky.

Dopo più di quattro anni di una guerra che ha causato decine, se non centinaia di migliaia di morti, le forze ucraine cercano nuove vie di reclutamento. Oggi, la quasi totalità delle nuove reclute è mobilitata, un tema estremamente sensibile nel Paese: molti ucraini giudicano il sistema, segnato da scandali, ingiusto, corrotto e inefficace.

Le autorità hanno tentato diverse misure per spingere le nuove reclute a firmare contratti, come ad esempio un contratto con incentivi finanziari destinato ai giovani tra i 18 e i 24 anni e l’apertura di uffici di reclutamento per gli ucraini all’estero, iniziative che non hanno sortito l’effetto sperato.

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