UBS raggiunge accordo con IAG per vertenza CS su Greensill
Credit Suisse (CS) - gruppo nel frattempo confluito in UBS - ha raggiunto un accordo con l'assicuratore australiano IAG nella causa intentata dall'ex banca elvetica per una vertenza riguardante la fallita società finanziaria anglo-australiana Greensill Capital.
(Keystone-ATS) Lo ha indicato oggi IAG, precisando che i termini dell’intesa restano riservati. Il valore complessivo delle richieste avanzate dalle società di Credit Suisse ammontava a circa 2,8 miliardi di dollari australiani (1,6 miliardi di franchi), più interessi. L’accordo extragiudiziale arriva a pochi giorni dall’inizio del processo, previsto per la prossima settimana, davanti a un tribunale australiano. Di recente diversi media avevano riferito di trattative intense tra le parti.
In una presa di posizione UBS ha accolto positivamente gli ultimi sviluppi: la convenzione è in linea con l’obiettivo della banca di chiudere le pendenze ereditate “rapidamente e nel migliore interesse dei suoi stakeholder” (cioè azionisti, dipendenti, clienti, fornitori). Non sono stati resi noti i dettagli dell’accordo. L’intesa potrebbe tuttavia avere un impatto finanziario per il colosso bancario: una persona vicina alla vicenda ha confermato all’agenzia Awp che la risoluzione sarà probabilmente inclusa nel rapporto d’esercizio di UBS per il terzo trimestre 2026.
Il caso Greensill aveva pesantemente condizionato Credit Suisse negli ultimi anni della sua esistenza. Fondata nel 2011 dall’imprenditore australiano Lex Greensill, la società finanziaria inglese Greensill Capital era specializzata nel finanziamento della catena di approvvigionamento delle aziende, attraverso i fondi SCFF (supply chain finance funds). Questi strumenti venivano commercializzati con entità partner quali, appunto, CS. A partire dal luglio 2020 Greensill Capital aveva perso la protezione assicurativa per le sue attività e nel marzo 2021 era stata dichiarata insolvente. Di conseguenza CS si è trovata a dover liquidare fondi per un volume di 10 miliardi di franchi.
La causa ora risolta riguardava le coperture assicurative dei crediti da parte di BCC Trade Credit, ex controllata di IAG. Il gruppo australiano aveva respinto le pretese della controparte, sostenendo tra l’altro di aver già venduto BCC all’epoca dei fatti.