UBS corregge al ribasso previsioni crescita Svizzera per il 2026

UBS corregge lievemente al ribasso le sue stime sulla crescita dell'economia svizzera nel 2026, lasciando invece invariate quelle del 2025. Molto dipenderà comunque dai dazi americani, mette in guardia l'istituto.
(Keystone-ATS) Concretamente per l’anno in corso gli esperti della maggiore banca elvetica prevedono che il prodotto interno lordo (Pil) – al netto degli eventi sportivi – aumenterà dell’1,3%, come nella stima precedente, mentre mentre nei dodici mesi successivi la progressione sarà dello 0,9%, a fronte del +1,0% ipotizzato finora. Tenendo conto dei grandi eventi la crescita sarà rispettivamente dello 0,9% e dell’1,3% (in precedenza e +0,9% e +1,4%).
Mentre il commercio estero nei prossimi trimestri sarà penalizzato dalla vertenza doganale i consumi dovrebbero continuare a sostenere l’economia, spiegano gli specialisti di UBS. La crescita dipenderà però fortemente dall’entità delle barriere doganali statunitensi applicate agli esportatori svizzeri: “prevediamo che la situazione sarà più chiara solo alla fine di ottobre”, scrivono gli analisti.
Se i dazi dovessero rimanere a lungo termine al livello attuale del 39% la progressione del Pil elvetico potrebbe essere notevolmente inferiore alle previsioni attuali: nei prossimi quattro trimestri potrebbe essere di 0,4 punti percentuali inferiore a quanto pronosticato. Anche in uno scenario negativo l’economia svizzera dovrebbe però essere risparmiata da una profonda recessione, concludono i professionisti della banca.