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UBS: Walti (PLR), opzione 50% CET1/50% AT1 tramontata

Keystone-SDA

Dopo la decisione del Consiglio degli Stati di bocciare una proposta di compromesso sostenuta dalla direzione di UBS per la copertura delle sue filiali estere, la proposta è ormai scartata. I suoi promotori non intendono tornare alla carica in Consiglio nazionale.

(Keystone-ATS) “Al momento non vedo alcuna base realistica per portare avanti questo approccio”, dice a Keystone-ATS il consigliere nazionale Beat Walti (PLR/ZH), che lo scorso dicembre aveva presentato la proposta insieme ad altri parlamentari dei partiti borghesi.

Ora è necessario concentrarsi su “soluzioni in grado di ottenere il consenso della maggioranza”. Come primo passo, alla fine di ottobre la Commissione dell’economia e dei tributi (CET) del Consiglio nazionale ascolterà i rappresentanti del settore e di UBS, ha aggiunto il deputato.

In settembre la Camera dei Cantoni ha respinto la proposta degli esponenti della destra, caldeggiata dal direttore di UBS Sergio Ermotti e dall’insieme della dirigenza dell’istituto, che prevedeva una copertura delle filiali estere del numero uno bancario elvetico per il 50% con capitale primario di classe 1 (CET1) e per il 50% di obbligazioni AT1.

I “senatori” avevano preferito un 90% di CET 1, non distanziandosi di molto dalla proposta del Consiglio federale (100%). L’attuale regime prevede il 45% di CET1 e il 15% di AT1. Dopo gli Stati, il dossier passa al Consiglio nazionale: il primo passo sarà appunto l’esame da parte dei commissari della CET.

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