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UBS: 75% degli svizzeri favorevoli a regole patrimoniali più severe

Keystone-SDA

Una netta maggioranza della popolazione svizzera sostiene l'inasprimento dei requisiti patrimoniali per le banche di grandi dimensioni, anche a costo di mettere in discussione la competitività internazionale di UBS.

(Keystone-ATS) È quanto emerge da un sondaggio rappresentativo condotto dalla società di ricerche di mercato YouGov Svizzera, che ha messo in luce un orientamento chiaramente favorevole alla linea del Consiglio federale.

Stando ai dati raccolti a inizio giugno, il 75% degli interpellati (1000 persone nella Svizzera tedesca e in Romandia) si dichiara (piuttosto o molto) d’accordo con un inasprimento delle norme sul capitale proprio, con particolare riferimento alla proposta del governo di obbligare le grandi banche a dotare del 100% di fondi propri le filiali estere.

Il motore principale di questo consenso sembra essere la preoccupazione per i rischi sistemici. Il 78% ritiene infatti che la crisi di un gigante come UBS avrebbe conseguenze “grandi o molto grandi” per l’economia elvetica. Una percezione che si riflette nella scelta di fondo: messa sul piatto della bilancia la sicurezza del sistema finanziario, solo l’8% degli svizzeri dà priorità alla competitività, mentre il 49% antepone la stabilità e il 37% considera i due obiettivi ugualmente importanti.

Il sondaggio non ignora però gli avvertimenti della banca. L’azienda guidata da Sergio Ermotti ha più volte fatto presente che un inasprimento eccessivo della regolamentazione potrebbe minare la sua capacità di competere a livello globale, spingendola a trasferire (in parte) la propria attività all’estero. Un’eventualità ritenuta “probabile o molto probabile” dal 52% del campione.

La minaccia della delocalizzazione non sembra comunque far vacillare l’opinione pubblica: il 72% si dice favorevole a mantenere regole severe anche a costo di perdere quote di affari a favore di piazze finanziarie concorrenti. Un dato che conferma come, agli occhi della maggioranza, la prevenzione dei rischi valga più di eventuali perdite fiscali o di immagine.

Il quadro si fa più sfumato quando si passa dalla prevenzione all’intervento d’emergenza. Sul fronte dei salvataggi statali, le posizioni infatti si dividono: il 41% è favorevole a un sostegno pubblico per le banche sistemiche in caso di crisi, ma il 32% lo respinge e il 19% non si esprime.

La ricerca di YouGov segnala anche un’asimmetria nella percezione del tema. Solo il 55% degli adulti afferma di aver seguito la discussione, ma tra costoro la richiesta di norme più rigide schizza all’80% e la consapevolezza del rischio sistemico all’84%. Un dato rilevante è il divario di genere: mentre il 70% degli uomini dichiara di essere informato, tra le donne la percentuale crolla al 39% (una differenza ben più ampia di quella legata al titolo di studio, pari a 15 punti percentuali).

Secondo YouGov il sondaggio consegna al Consiglio federale un mandato popolare esplicito per andare avanti sulla strada dell’inasprimento patrimoniale, malgrado le rimostranze di UBS e i timori per la competitività.

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