Trump sceglie Kevin Warsh, sarà il presidente della Fed
Donald Trump sceglie Kevin Warsh per la guida della Fed. Sarà lui, se confermato in Senato, a sostituire Jerome Powell alla metà di maggio.
(Keystone-ATS) “Conosco Kevin da tempo e non ho dubbi che salirà alle cronache come uno dei migliori presidenti della Fed, forse il migliore”, ha detto Trump annunciando su Truth la sua scelta.
Warsh alla Fed porta con sé solidi rapporti nel mondo dei repubblicani e a Wall Street, oltre a offrire una maggiore indipendenza dall’amministrazione Trump rispetto a Kevin Hassett, il consigliere economico della Casa Bianca che per mesi è stato il favorito di Trump nonostante lo scetticismo dei mercati, soprattutto quelli obbligazionari. “Hassett sta facendo un grande lavoro con me e la mia squadra e non ho voluto lasciarlo andare”, ha spiegato il tycoon motivando la sua decisione e ringraziando gli altri aspiranti alla presidenza della Fed, Christopher Waller e Rick Rieder.
Dopo gli studi a Stanford e Harvard, il 55enne Warsh ha iniziato a lavorare nel 1995 a Morgan Stanley. Nel 2002 ha lasciato il settore privato ed è entrato nel governo, come consigliere economico nell’amministrazione di George W. Bush. Nello stesso anno ha spostato Jane Lauder, una delle eredi della famiglia miliardaria che è dietro al colosso della bellezza Estée Lauder. Suo padre, Ronald Lauder, conosce Trump dai tempi in cui frequentavano insieme l’università di Wharton, in Pennsylvania, e ha molti interessi in Groenlandia. Secondo indiscrezioni, infatti, sarebbe stato proprio Lauder ha innescare nel presidente l’interesse ad acquistare l’isola nell’Artico nel 2020.
Bush nominò Warsh governatore della Fed nel 2006, rendendo l’allora 35enne il più giovane mai scelto per il board della banca centrale. Ha ricoperto l’incarico fino al 2011 affermandosi come uno degli uomini chiave della banca centrale durante la crisi finanziaria. Durante quel periodo è stato uno stretto consigliere dell’allora presidente Ben Bernanke, fungendo come suo emissario a Wall Street e al Congresso. Finita l’esperienza dalla banca centrale, Warsh è divenuto socio del family office del leggendario investitore Stanley Druckernmiller e ricercatore presso l’Hoover Institution di Stanford.
La sua nomina arriva dopo mesi di ‘audizioni’ condotte da Trump che, in passato, aveva pensato a lui per altri incarichi. Secondo alcuni rumors, il tycoon lo aveva considerato per la Fed prima di nominare Jerome Powell nel 2017. E dopo la vittoria del 2024 lo aveva valutato per la guida del Tesoro americano. Presenza costante a Mar-a-Lago da mesi, Warsh si è conquistato i favori dell’entourage di Trump spingendo per la riforma di una Fed che – a suo avviso – ha ormai prevaricato il suo mandato.
Pur avendo l’ampio sostegno dei repubblicani, la sua conferma in Senato sarà però un percorso ad ostacoli. Il senatore conservatore Thom Tillis ha già annunciato che voterà contro fino a quando l’attuale indagine su Powell per i lavori di ristrutturazione della sede della Fed non sarà chiusa. Il suo voto potrebbe rivelarsi decisivo per far avanzare la nomina di Warsh alla commissione bancaria del Senato, dove Tillis siede e dove i repubblicani hanno una maggioranza risicata di 13 voti contro gli 11 dei democratici. Al di là della politica, Warsh ha finora incassato manifestazioni di sostegno da più parti, anche dal premier canadese Mark Carney, ex governatore della Bank of England. “È una fantastica scelta”, ha detto.
Più freddi i commenti degli economisti, che ricordano come in passato, quando era alla Fed, Warsh era costantemente preoccupato dall’inflazione ed era un sostenitore di alti tassi di interesse. Ora, ad anni di distanza, appare aver spostato la linea Trump per tassi bassi accantonando il suo essere ‘falco’, notano. Agli investitori Warsh non dispiace ma lo vedono come una ‘colomba’ e, quindi, più restio a un aggressivo taglio dei tassi.
Per questo Wall Street è in calo. Sale invece il dollaro, mostrando una certa fiducia nella scelta del nuovo presidente della Fed. “Non si è impegnato a tagliare i tassi, ma lo farà. Li ridurrà senza la pressione” della Casa Bianca, ha osservato Trump tornando a criticare Powell, definendolo un “incompetente o un truffatore”.
Warsh si troverà alla guida di una banca centrale divisa e soprattutto davanti al difficile compito di mantenerla indipendente da Trump. Warsh è infatti consapevole che anche Powell, pur essendo stato nominato dal presidente, si è poi ritrovato con il tycoon come suo maggiore nemico. Senza contare che Trump non esita di fronte a nulla nelle sue battaglie, come dimostrato dalla causa da 10 miliardi di dollari contro quell’agenzia delle entrate di cui il suo stesso governo è a capo.