Trump ieri nella Situation Room, piani per offensiva più ampia
Donald Trump ha tenuto ieri una riunione nella Situation Room per discutere una massiccia offensiva contro l'Iran, che, secondo fonti a conoscenza dei fatti, avrà una portata più ampia rispetto agli attuali attacchi nell'area dello Stretto di Hormuz. Lo rivela Axios.
(Keystone-ATS) Il presidente degli Stati Uniti era affiancato dal suo principale team per la sicurezza nazionale, tra cui il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth, il capo degli Stati Maggiori Riuniti, generale Dan Caine, il direttore della CIA John Ratcliffe, l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e altri alti funzionari.
Le fonti – citate dal portale di notizie americano – hanno affermato che la riunione si è concentrata su nuovi piani per attacchi devastanti contro obiettivi strategici in Iran, oltre alle operazioni già in corso contro obiettivi iraniani nell’area dello Stretto di Hormuz.
In un’intervista a Fox News prima della riunione nella Situation Room, Trump aveva dichiarato che le forze armate statunitensi colpiranno l’Iran “duramente” nei prossimi tre giorni, aggiungendo che gli attacchi potrebbero aumentare ulteriormente di intensità.
“La prossima settimana per loro andrà davvero molto male, perché la prossima settimana toccherà alle centrali elettriche, poi toccherà ai ponti. Distruggeremo tutte le loro centrali elettriche. Distruggeremo tutti i loro ponti, a meno che non si siedano al tavolo delle trattative e negozino”, ha minacciato, evocando target che costituirebbero crimini di guerra.
Dall’8 luglio, l’esercito statunitense ha condotto diverse ondate di attacchi contro l’Iran. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha dichiarato che gli attacchi erano una risposta alle ingerenze iraniane con il traffico marittimo commerciale nello Stretto di Hormuz. La Repubblica islamica ha risposto con attacchi contro basi statunitensi in Kuwait, Bahrein e Giordania.
L’Iran ha inoltre annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz fino alla fine del coinvolgimento degli Stati Uniti nella regione.