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Trump annuncia l’accordo su Gaza per il disarmo di Hamas

Keystone-SDA

"Un passo storico verso una pace duratura". Così Donald Trump ha annunciato oggi trionfante il raggiungimento di un accordo per il disarmo di Hamas che dovrà andare di pari passo col ritiro di Israele da Gaza.

(Keystone-ATS) Ma l’intesa, basata sul piano di 15 punti del Board of Peace, non chiarisce molti dettagli, lascia diversi nodi irrisoli e non certifica l’impegno di Hamas e Israele ad attuarla.

“Il piano per disarmare Hamas a Gaza, se pienamente attuato, sarebbe un passo costruttivo verso la pace. Ma ci sono molte cose che devono mettersi a posto perché questo funzioni”, ha comentato l’Alto Rappresentante Ue, Kaja Kallas.

Il governo di Benjamin Netanyahu non ha rilasciato alcun commento ufficiale, e a rompere il silenzio è stato solo il ministro della Sicurezza nazionale, il falco dell’ultradetra Itamar Ben Gvir, parlando di una “bozza di accordo inaccettabile”.

Trump ha cercato di trasmettere invece ottimismo: l’accordo “piace molto” a Israele, “ci hanno aiutato”, ha spiegato durante la riunione di gabinetto tenutasi a Camp David. Il presidente si è però tenuto ben alla larga dal chiarire quale dovrebbe essere il primo passo, se il ritiro di Israele entro la linea gialla originaria o il disarmo di Hamas. Un nodo, questo, che rappresenta uno dei punti più critici dell’intesa, quello su cui tutto potrebbe naufragare.

Non è infatti certo che Hamas rinunci a tutte le sue armi e che Israele cessi i propri attacchi che sono continuati nonostante l’accordo di ottobre. “La questione delle armi è legata ad altre questioni, come il ritiro di Israele da Gaza e la ricostruzione”, ha spiegato Hamas, mettendo in evidenza che il disarmo è subordinato anche alle garanzie verso la creazione di uno Stato palestinese.

L’intesa annunciata da Trump, poi, è per Netanyhau non facile da digerire, anche se il premier israeliano è consapevole di non poter compromettere i suoi rapporti con Washington a pochi mesi da voto. Le relazioni fra i due alleati sono tese e Bibi con le sue politiche a Gaza si è inimicato anche buona parte del Congresso americano, repubblicani inclusi. E Trump rimarrebbe “molto deluso” se Israele non consentisse l’avanzamento del suo piano per la pace e la ricostruzione di Gaza, ha riferito un funzionario americano.

L’accordo raggiunto sul piano del Board of Peace potrebbe essere firmato la settimana prossima a Cairo. La firma delle parti apre un periodo di 14 giorni in cui definire la tempistica di attuazione delle misure previste.

Per il disarmo di Hamas si inizierà dalle armi della polizia, mentre quelle personali saranno le ultime ad essere consegnate. Il processo – si stima -potrebbe durare fra i 200 e i 350 giorni. Nei 15 punti del piano si ribadisce l’impegno di tutte le parti a mettere fine alle violenze nella Striscia, a garantire il ritiro “completo” delle truppe israeliane e a consentire “un percorso politico credibile che porti all’autodeterminazione e alla creazione di uno Stato” per i palestinesi.

A governare la Striscia, si spiega, sarà il Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza che godrà di “piena indipendenza nell’esercizio delle sue responsabilità” e governerà secondo il principio di “un’unica autorità, un’unica legge e un’unica arma”.

La Striscia, quindi, “sarà finalmente affidata a un nuovo governo palestinese al servizio del suo popolo”, ha commentato Trump, che vede nell’accordo per Gaza una buona notizia in un momento non facile in politica estera a causa della guerra in Medio Oriente. Secondo l’ultimo sondaggio Quinnipac, il tasso di approvazione del presidente è al 32%, e sei americani su 10 sono contrari all’operazione militare in Iran.

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