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Trump a caccia di una vittoria in Ucraina per le midterm

Keystone-SDA

Senza una soluzione in vista nella guerra in Iran, Donald Trump cerca una vittoria in Ucraina prima delle elezioni di metà mandato.

(Keystone-ATS) A caccia di un risultato concreto da presentare agli elettori per novembre, il presidente ha inviato i suoi fedelissimi Steve Witkoff e Jared Kushner prima a Mosca e poi a Kiev nel tentativo di rilanciare i negoziati congelati da febbraio, quando gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran.

Ottenere progressi nella guerra in Ucraina a meno di due mesi dal voto, per Trump sarebbe un ottimo risultato. Il presidente da mesi si presenta agli americani come il ‘pacificatore-in-chief’ per aver risolto otto guerre, e chiudere il conflitto in Europa gli permetterebbe di rivendicare un ruolo internazionale di primo piano in un momento in cui è fortemente criticato per la guerra in Iran. Il conflitto in Medio Oriente sta pesando sul tasso di gradimento del presidente e anche sulla campagna dei candidati repubblicani. Spostare l’interesse sull’Ucraina consentirebbe al presidente e partito di distogliere l’attenzione dalla quella guerra in Iran che la maggioranza degli americani boccia.

Il conflitto con Teheran non figura fra i temi dell’attesa convention conservatrice che si terrà a Dallas, in Texas, il 9 e 10 settembre. Fortemente voluta da Trump per aiutare i candidati repubblicani in difficoltà, la kermesse sta però registrando una lunga serie di defezioni. Il commander-in-chief sarà il protagonista delle due giornate, accompagnato dal vice JD Vance. Grande assente invece Melania: la First Lady salterà l’appuntamento privando il presidente di uno dei suoi maggiori asset. Non parteciperanno anche molti candidati in bilico, preferendo restare a contatto con gli elettori piutttosto che esporsi a un imprevedibile Trump che potrebbe minare definitivamente le loro chance di elezione.

In attesa del grande appuntamento, il commander-in-chief si sta dedicando ai due dossier di politica estera che stanno consumando la sua presidenza. Sull’Iran sta elaborando un piano per il dopo-guerra. Per cercare di sbloccare le trattative fra Russia e Ucraina, invece, ha prima inviato a Mosca il capo della Cia John Ratcliffe e poi invitato al G20 delle finanze sotto la presidenza americana il ministro dell’economia russo, rompendo un tabù di anni. Ora ha inviato Witkoff e Kushner. “Hanno un piano di pace, sono due grandi negoziatori”, ha detto Trump senza scendere nei dettagli e alimentando i sospetti di un bluff del presidente. Non è infatti chiaro se gli Stati Uniti abbiano elaborato una nuova proposta o se il piano ventilato dal commander-in-chief sia solo una fuga in avanti per rilanciare i negoziati e consentire a Trump di poter dire di aver risolto la sua nona guerra. “Vanno a negoziare la pace o la resa dell’Ucraina?”, si chiedono diversi osservatori.

L’ultimo round di trattative dei mesi scorsi è stato incentrato su un piano di pace in 20 punti che affrontava un’ampia serie di questioni, fra le quali le garanzie di sicurezza richieste da Kiev per prevenire ulteriori aggressioni e gli impegni per la ricostruzione. Le parti però non sono riuscite a raggiungere un accordo su alcuni punti cruciali, incluso il dispiegamento di truppe occidentali in Ucraina, il controllo dei territori nell’est del paese e il controllo della centrale nucleare nei territori russi occupati.

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