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Trump, dazi più alti per Paesi che fanno giochi con Corte Suprema

Keystone-SDA

I Paesi "che vogliono fare giochetti con la ridicola decisione della Corte Suprema, soprattutto quelli che ci hanno derubato per decenni, si troveranno ad affrontare dazi molto più alti e peggiori di quelli concordati di recente. Attenzione".

(Keystone-ATS) E’ l’avvertimento lanciato dal presidente americano Donald Trump sul suo social Truth.

“Come presidente, non devo tornare al Congresso per ottenere l’approvazione dei dazi. Già ho il potere per i dazi sotto molte forme da molto tempo. E’ stato riaffermato anche dalla ridicola decisione della corte suprema”, ha precisato Trump. I saggi hanno bocciato solo le tariffe imposte sulla base dell’International Emergency Economic Powers Act e la Casa Bianca ha altre strade previste dalla legge per continuarle.

“Lasciamo che la corte suprema continui a prendere decisioni sbagliate e dannose per il futuro del nostro Paese, io ho un lavoro da fare”, ha aggiunto Trump dicendosi convinto che con lo stop ai dazi i saggi gli hanno dato “più potere e più forza. Posso fare cose terribili ai Paesi stranieri, soprattutto a quelli che ci derubano da decenni, ma non posso farli pagare i dazi). La prossima volta si esprimerà a favore della Cina e altri, che stanno facendo una fortuna sulla cittadinanza alla nascita sostenendo che il 14esimo emendamento non è stato scritto per prendersi cura dei ‘bambini degli schiavi'”.

Il presidente Usa guarda avanti e, nel suo messaggio, fa riferimento all’altro importante caso su cui l’Alta Corte dovrà esprimersi, ovvero lo ius soli. Trump vuole abolirlo fin dal suo insediamento alla Casa Bianca e ora sta a giudici decidere se può procedere o meno.

Dal canto suo, l’Eurocamera ha rinviato il voto sui dazi. “È chiaro che le basi legali sono cambiate: ci sono nuove tariffe totalmente diverse dalle precedenti. Molti prodotti al 15% non sono coperti dagli accordi firmati in Scozia. Ci sono molti elementi incerti e quindi abbiamo deciso di non votare domani, ma di tenere un altro incontro dei relatori la prossima settimana”, ha dichiarato il relatore dell’Eurocamera sull’intesa Usa-Ue sui dazi commerciali, il socialista tedesco Bernd Lange, al termine della riunione dei relatori ombra a Bruxelles.

“Abbiamo bisogno di certezza, ci sono diversi scenari, un voto l’11 marzo è ancora possibile”, ha aggiunto.

In precedenza, Maros Sefcovic, a margine della riunione in videoconferenza del G7 Commercio, alla presenza del rappresentante per il Commercio degli Usa, Jamieson Greer, ha dichiarato: “stabilità e prevedibilità sono priorità assolute per le nostre imprese: ho ribadito che il pieno rispetto dell’accordo Ue-Usa è fondamentale. Rimango in contatto con le mie controparti per ottenere rassicurazioni”.

A sua volta, il governo britannico di Keir Starmer “non toglie alcuna opzione dal tavolo” delle possibili risposte ai nuovi dazi del 15% preannunciati dal presidente Usa, dopo la sentenza della Corte Suprema che ha dichiarato illegale il ricorso a una specifica normativa utilizzata dalla stessa amministrazione nei mesi scorsi per giustificare una politica di tariffe commerciali globali. Lo ha dichiarato oggi un portavoce di Downing Street, incalzato nuovamente dai giornalisti nel briefing di giornata.

L’innalzamento dei dazi al 15% è destinato a colpire pesantemente le esportazioni di un numerosi prodotti e settori dell’economia britannica, ha denunciato la British Chambers of Commerce, con effetti potenzialmente “peggiori” secondo alcun analisti per il Regno rispetto ad altri Paesi, se non altro a paragone del trattamento di relativo favore accordato a suo tempo da Trump a Starmer.

“Il nostro approccio sulla questione – ha affermato da parte sua il portavoce del primo ministro – è sempre stato pragmatico e intendiamo continuare ad avere un dialogo costruttivo con il governo americano. Tuttavia, allo stato, non togliamo nessuna opzione dal tavolo”. “Le imprese – ha d’altra parte aggiunto – non vogliono una guerra commerciale, né un’escalation della situazione da alcuna delle due parti, e il nostro obiettivo resta quello di mantenere un vantaggio competitivo al Regno Unito” nelle relazioni commerciali con un alleato chiave come Washington.

Intanto, il Brasile ha dichiarato che la cancellazione dei dazi del 50% imposti dagli Stati Uniti sui prodotti brasiliani si traduce in un risparmio di 21,6 miliardi di dollari sulle esportazioni di Brasilia. La Confederazione nazionale dell’Industria (Cni), accoglie con favore la decisione della Corte Suprema statunitense di dichiarare illegali le tariffe imposte a livello globale dal presidente Donald Trump che, nel caso del Brasile, prevedevano un’aliquota complessiva del 50%, poi parzialmente ridotta su diversi prodotti a novembre.

Nonostante l’annullamento, la Cni invita alla cautela. Il presidente Ricardo Alban ha spiegato che l’organizzazione continuerà a monitorare gli sviluppi per valutare con precisione gli effetti sul commercio tra i due Paesi, evidenziando che la sentenza apre inoltre la possibilità di rimborso per le imprese che hanno pagato le tariffe prima dell’esenzione concessa nel novembre 2025 o su prodotti rimasti soggetti ai dazi.

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