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Trasporti a orizzonte 2045: CDF, grosse carenze in progetto governo

Keystone-SDA

I programmi di potenziamento della rete stradale, di quella ferroviaria e del traffico d'agglomerato con orizzonte temporale il 2045 posti in consultazione dal Consiglio federale in giugno, denominati Trasporti '45, presentano "importanti carenze".

(Keystone-ATS) Lo sostiene il Controllo federale delle finanze (CDF), che punta il dito in particolare contro basi decisionali incomplete, redditività sopravvalutata e finanziamento incerto.

Nel novembre del 2024, il popolo svizzero ha respinto in votazione sei ampliamenti autostradali. Nello stesso periodo, la Confederazione ha annunciato che i progetti ferroviari approvati fino a quel momento sarebbero costati circa 14 miliardi di franchi in più rispetto a quanto inizialmente previsto, soprattutto a causa di inderogabili lavori supplementari.

In questo contesto, con Trasporti ’45 il governo, basandosi su una perizia del Politecnico federale di Zurigo (ETH) e su valutazioni dell’amministrazione federale, ha rivisto le proprie priorità, che ha sottoposto a consultazione in giugno (fino al 9 ottobre). Il grande progetto di mobilità prevede investimenti per circa 50 miliardi di franchi entro il 2045: un primo pacchetto di 11 miliardi dovrà essere sottoposto al parlamento all’inizio dell’anno prossimo e un secondo messaggio seguirà nel 2031.

In una propria verifica di Trasporti ’45 pubblicata oggi, il CDF accoglie con favore il fatto che, per la prima volta, i progetti di ampliamento dei tre tipi di infrastrutture (ferrovie, autostrade e trasporti urbani) siano stati analizzati e presentati in modo trasversale e che alcuni vecchi progetti siano stati messi in discussione.

Il supremo organo di vigilanza finanziaria della Confederazione rileva tuttavia “importanti carenze”. Le aveva già segnalate al Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) e al Consiglio federale prima dell’avvio della consultazione, chiedendo di sospendere Trasporti ’45 “fino alla risoluzione delle questioni essenziali. La richiesta formulata dal CDF non è stata accolta”, si legge nella verifica.

Redditività sopravvalutata

La definizione delle priorità dei programmi di Trasporti ’45 si basa in gran parte sulle analisi dell’ETH, il cui mandato era però troppo limitato, sottolinea in primo luogo il CDF. Il lavoro degli specialisti zurighesi copriva solo alcuni aspetti selezionati e non può quindi garantire coerenza e funzionalità. È una base insufficientemente solida per la politica nazionale dei trasporti.

L’ente di vigilanza deplora inoltre che le prospettive di evoluzione dei trasporti utilizzate come riferimento risalgano al 2021. Quelle per il 2026 non saranno incluse nel messaggio previsto per l’anno prossimo.

Anche altri parametri obsoleti sono alla base di Trasporti ’45, denuncia il CDF. Ad esempio, il costo del CO2 è sottostimato rispetto ai dati scientifici attuali. Inoltre, le stesse variabili sono state prese in considerazione più volte, creando una sovraponderazione. Questi dati ormai superati falsano i calcoli di redditività.

Quest’ultima sarà probabilmente inferiore a quanto previsto. Un aggiornamento dei dati genererebbe risultati “fondamentalmente diversi” e quindi una differente definizione delle priorità. La verifica lamenta inoltre la mancanza di un’analisi sistematica di alternative meno costose all’ampliamento delle autostrade. Il CDF proprio non capisce la scelta di dare priorità a “progetti economicamente non sostenibili”.

Un esempio su tutti dell’organo di analisi finanziaria della Confederazione è la prevista nuova galleria ferroviaria del Grimsel, tra Oberland bernese e Alto Vallese, per cui il CDF annuncia risultati in rosso: a suo avviso, la gestione del tunnel comporterà costi superiori ai ricavi. Non molto più rosee, sempre stando al lavoro pubblicato oggi, appaiono le prospettive per l’ampliamento a sei corsie dell’autostrada A1 tra Perly e Bernex, a sudovest di Ginevra: la redditività per franco investito sarebbe di 30 anziché 90 centesimi.

Finanziamento incerto

Il CDF mette in dubbio anche la fattibilità finanziaria dei progetti previsti. Il Fondo per l’infrastruttura ferroviaria (FIF) è sotto pressione, sostiene. L’incertezza sui costi di manutenzione e il rischio di una carenza di liquidità già a partire dagli anni 2030 potrebbero ritardare alcuni cantieri, che non sarebbero quindi portati a termine entro il 2045.

Le previsioni delle entrate per il Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (FOSTRA) sono ritenute ottimistiche. Si basano sull’introduzione, non ancora approvata, di una tassa sui veicoli elettrici e sull’ipotesi di un aumento dell’imposta sugli oli minerali. Di conseguenza, le spese teoriche previste entro il 2045 (16,3 miliardi di franchi) superano di gran lunga le entrate attese (9,5 miliardi).

Nelle loro prese di posizione pubblicate con la verifica, il DATEC e gli uffici federali competenti respingono le critiche. La definizione delle priorità non deve seguire rigorosamente formali calcoli di redditività. Le decisioni devono tenere conto anche di altri aspetti importanti, non quantificabili, come ad esempio la resilienza delle reti di trasporto, la stabilità della loro gestione o lo sviluppo regionale.

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