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TPF: UBS assolta nuovamente nella vicenda dei fondi bulgari

Keystone-SDA

Il Tribunale penale federale (TPF) ha nuovamente assolto UBS nella vicenda dei fondi bulgari, risalente all'epoca del Credit Suisse. Secondo i giudici di Bellinzona, la banca non si è resa colpevole di riciclaggio aggravato di denaro.

(Keystone-ATS) Il TPF ha inoltre archiviato il procedimento avviato contro un’ex dipendente del Credit Suisse, morta nel 2023.

La Corte d’appello del TPF ha dovuto occuparsi ancora una volta del cosiddetto “caso Bulgaria” dopo un rinvio da parte del Tribunale federale (TF). La dissociazione dell’atto d’accusa contro l’imputata, deceduta dopo la sentenza di primo grado, ha comportato un ulteriore passaggio procedurale. Questa parte del procedimento ha dovuto essere riunita al resto su disposizione del TF.

Alla fine i giudici hanno nuovamente assolto UBS dall’accusa di violazione aziendale in relazione al reato di riciclaggio di denaro qualificato. La grande banca aveva assunto il caso in qualità di successore legale di Credit Suisse. Con l’assoluzione decadono anche la multa di due milioni di franchi e la pretesa di risarcimento di 19 milioni di franchi pronunciata in primo grado. Il TAF ha pure abbandonato il procedimento contro l’ex dipendente, nel frattempo deceduta, del Credit Suisse.

Pene per altri imputati

Per un altro imputato la Corte d’appello ha invece sostanzialmente confermato la sentenza per partecipazione a un’organizzazione criminale e riciclaggio di denaro qualificato per fatti risalenti al periodo tra giugno 2005 e gennaio 2009. Ha condannato il bulgaro a una pena detentiva di 26 mesi, parzialmente sospesa. L’uomo era considerato un confidente del boss mafioso bulgaro Evelin Banev. Si era occupato dei suoi investimenti.

Quanto all’ultimo imputato, il TAF ha archiviato il procedimento per quel che concerne il riciclaggio di denaro. Per il periodo dal 20 luglio al 30 agosto 2007 lo ha assolto dall’accusa di sostegno a un’organizzazione criminale.

La reiterazione dello stesso reato tra la fine di agosto 2007 e novembre 2008 è invece ritenuta provata dal tribunale. Per questo ha condannato l’uomo a una pena detentiva sospesa condizionalmente di 4 mesi e 15 giorni. Si tratta di un Vallesano originariamente dipendente della banca Julius Bär, che poi lasciò l’istituto finanziario per mettersi al servizio dei bulgari.

La sentenza della Corte d’appello non è definitiva. Può essere impugnata davanti al Tribunale federale.

(Sentenza CA.2025.17 del 3.3.2026)

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