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TF: parlamentari non devono cercare lavoro prima di nuove elezioni

Keystone-SDA

Secondo la logica della cassa di disoccupazione di Ginevra, una consigliera nazionale non rieletta nell'ottobre del 2023 avrebbe dovuto cercare un lavoro invece di dedicarsi alla campagna elettorale e alla politica.

(Keystone-ATS) Il Tribunale federale (TF) ha ora invece stabilito che alla donna sono state ingiustamente revocate indennità giornaliere.

La deputata ginevrina quell’autunno non è stata confermata dal popolo e alla fine di novembre si è iscritta all’ufficio regionale di collocamento. L’inizio del periodo quadro per beneficiare delle indennità giornaliere è stato fissato dalla cassa di disoccupazione al giorno successivo alla scadenza del suo mandato, ovvero al 4 dicembre.

Nel gennaio successivo, la cassa di disoccupazione ha deciso di sospendere il diritto al sussidio di disoccupazione per dodici giorni. A seguito del ricorso presentato dall’interessata, la cassa ha poi ridotto la sospensione delle indennità giornaliere a nove giorni, come risulta da una sentenza del TF dello scorso 16 dicembre pubblicata oggi.

La cassa, equiparando il mandato in Consiglio nazionale a un contratto a tempo determinato, ha motivato la sospensione delle indennità con la mancanza di impegno nella ricerca di un lavoro. Secondo la cassa, la rappresentante del popolo avrebbe dovuto iniziare a cercare un lavoro tre mesi prima della fine del mandato. Per settembre non ha fornito alcuna prova in tal senso e per i due mesi successivi le prove fornite sono state giudicate insufficienti. La decisione della cassa è stata confermata dalla Corte di giustizia del Canton Ginevra.

Diritti politici garantiti

I supremi giudici di Losanna hanno respinto questa argomentazione. Condividono il punto di vista dell’ex deputata, che nel suo ricorso ha fatto riferimento ai suoi diritti politici e al funzionamento della democrazia in generale.

Anche se l’indennità dei consiglieri nazionali è considerata reddito da attività dipendente, secondo la IV Corte di diritto pubblico del TF tale mandato non equivale a un contratto di lavoro a tempo determinato.

Chi si candida alle elezioni esercita i propri diritti politici garantiti dalla Costituzione. La mancata rielezione può certamente portare alla disoccupazione. Tuttavia, non si può pretendere che le persone interessate da queste circostanze rinuncino all’esercizio dei propri diritti politici. Altrimenti dovrebbero, ad esempio, rinviare la campagna elettorale a favore della ricerca di un lavoro.

Comportamento contraddittorio

Inoltre, se i parlamentari federali fossero tenuti a cercare un nuovo impiego prima di nuove elezioni, dovrebbero assumere un comportamento contraddittorio nei confronti dei potenziali datori di lavoro. Nascondere una candidatura sarebbe praticamente impossibile a causa della campagna elettorale.

L’alternativa sarebbe quella di affermare, contrariamente alle proprie reali intenzioni, che si intende assumere l’incarico anche in caso di rielezione. Un comportamento del genere, se venisse reso pubblico, difficilmente aumenterebbe le possibilità di essere eletti.

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