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Terremoto in Colombia, riaprono sei aeroporti su sette

Keystone-SDA

L'Aeronautica Civile della Colombia ha confermato la riapertura di sei dei sette aeroporti del Paese, colpito dal sisma di magnitudo 7.4 lo scorso 10 agosto.

(Keystone-ATS) Gli scali di Cali e Quibdó operano regolarmente, mentre Armenia, Buenaventura e Manizales hanno ripreso i voli commerciali con specifiche limitazioni operative.

In merito ai progressi, la ministra dei Trasporti Elsa Noguera ha commentato: “Buenaventura riattiva i suoi voli commerciali! Con l’Aerocivil ristabiliamo l’operatività commerciale nel suo aeroporto. Andiamo avanti!”.

Rimane invece sospesa l’attività passeggeri all’aeroporto Matecaña di Pereira, limitato ai soli voli di Stato e umanitari a causa di lesioni sulla pista e danni alla torre di controllo, situazione analoga anche nello scalo di Cartago. È temporaneamente chiuso anche l’aeroporto di Popayán, bloccato dalle ceneri del vulcano Puracé e non dal terremoto.

Le autorità aeronautiche hanno assicurato la piena operatività dei sistemi di comunicazione e la stabilità dello spazio aereo nazionale, invitando i viaggiatori a contattare le compagnie aeree per verificare i propri itinerari.

Intanto si è appreso che oltre 68.500 indigeni sono stati direttamente colpiti dal terremoto. È la prima stima diffusa dall’Organizzazione nazionale indigena della Colombia (Onic), secondo cui l’emergenza ha interessato comunità nei dipartimenti di Caldas, Chocó, Quindío, Risaralda e Valle del Cauca. La Onic ha rilevato danni a migliaia di abitazioni e segnalato il rischio di frane, in particolare nelle aree montuose di Risaralda, Caldas e Valle del Cauca.

Secondo il rapporto, 46 comunità indigene hanno registrato un’intensità sismica di VI grado sulla scala Mercalli, con 2.581 abitazioni gravemente danneggiate e 5.954 persone direttamente colpite. La Onic chiede alle autorità una valutazione dei danni che tenga conto delle specificità delle comunità indigene, il censimento delle abitazioni rurali e il monitoraggio delle repliche nelle prossime 72 ore.

La Guardia indigena sta raccogliendo informazioni nei territori e coordinando le segnalazioni alle autorità. A Bogotà è stato inoltre allestito un centro di raccolta per gli aiuti destinati alle comunità colpite.

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