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Terremoti in Venezuela: sito per scomparsi, oltre 25’000 dispersi

Keystone-SDA

In Venezuela risultano disperse oltre 25'000 persone. Lo segnala il sito web dedicato alle persone scomparse dopo i due terremoti. Il bilancio provvisorio delle vittime è di almeno 164 morti e circa mille feriti, secondo la presidente ad interim Delcy Rodríguez.

(Keystone-ATS) Le scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 registrate ieri hanno messo in luce in modo ancora più crudo una realtà che le famiglie dei prigionieri politici denunciano da mesi: l’assenza di meccanismi ufficiali di informazione e comunicazione con le persone detenute.

Secondo l’organizzazione non governativa Foro Penal (FP) in Venezuela ci sono ancora 389 detenuti che scontano pene per ragioni politiche. In un post su X il direttore di FP, Alfredo Romero, afferma che alle 07.00 ora locale, le 13.00 in Svizzera, “non si segnalano danni nelle carceri di Rodeo, Ramo Verde, Yare, Inof, Crisálidas mentre non si hanno notizie su Guaicaipuro”.

Intanto la tecnologia ha salvato tanta gente, ieri notte, a Caracas, sconvolta dal terremoto: circa 30 secondi prima che si sentisse la scossa, il Sistema di allerta sismica di Android ha dimostrato la sua efficacia, anche in aree della città che hanno subito un basso impatto, come Macaracuay, nell’est della capitale. Qui grazie al messaggio comparso sui telefonini tantissime persone hanno avuto il tempo necessario per reagire e lasciare la casa.

Tra queste Patricia Aloy, la quale ha spiegato all’ANSA che “il sistema di Google trasforma i telefoni in mini-sismografi usando il suo accelerometro interno. Rilevando la vibrazione di massa iniziale, i server calcolano l’epicentro e inviano l’allarme ai dispositivi nell’area prima che arrivi l’onda distruttiva. Ieri è andata proprio così: appena i cellulari hanno lanciato il segnale siamo scesi in strada, subito prima della scossa”.

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