Syngenta: ricavi restano stabili, ma aumentano i profitti

Fatturato stabile ma redditività in aumento nel primo semestre per Syngenta, colosso agrochimico (svizzero, ma in mani cinesi) specializzato soprattutto in sementi e prodotti fitosanitari.
(Keystone-ATS) I ricavi si sono attestati a 14,5 miliardi di dollari (11,7 miliardi di franchi), confermando il dato dello stesso periodo del 2024 (+2% in valute locali), emerge da un comunicato diffuso oggi dal gruppo. Il risultato operativo Ebitda (cioè prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti) è salito del 24% a 2,5 miliardi di dollari, una progressione che lievita ulteriormente al 29% considerando l’indicatore al netto dell’influsso dei cambi. Non sono state fornite indicazioni circa l’utile netto.
“L’enfasi strategica sugli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione, unita a una gestione rigorosa dei costi, a una maggiore produttività e a un’efficienza operativa, ha continuato a produrre risultati tangibili”, affermano i vertici in un comunicato. Syngenta può anche beneficiare della flessibilità dei propri processi produttivi, sfruttando la rete di produzione globale per i propri articoli: “questo approccio consente una continua ottimizzazione della catena di fornitura in risposta alle mutevoli condizioni di mercato e all’andamento dei dazi, che non dovrebbero avere un impatto significativo sui risultati aziendali nel 2025”, aggiunge la dirigenza. Nella seconda metà dell’esercizio sono previsti ricavi e margini stabili.
La società Syngenta è nata nel 2000 dalla fusione delle divisioni agrochimiche dei giganti farmaceutici AstraZeneca e Novartis, unendo attività con radici che risalgono a 250 anni or sono. Un tempo quotata alla borsa svizzera, l’impresa è stata rilevata nel 2017 dal gigante cinese ChemChina per 43 miliardi di dollari. Oggi il gruppo, che ha circa 58’000 dipendenti in oltre 90 nazioni, è registrato in Cina e ha sede amministrativa a Basilea. Il conglomerato è composto di quattro unità: Syngenta Crop Protection (sede in Svizzera), Syngenta Seeds (Usa), Adama (Israele) e Syngenta Group China (Cina). Il Ceo Jeff Rowe ha ribadito in giugno l’intenzione del gruppo di tornare in borsa, al momento opportuno.