Syngenta: ricavi in calo, ma profitti in aumento nei primi 9 mesi
Redditività operativa in lieve crescita malgrado un calo dei ricavi per Syngenta, colosso agrochimico svizzero - ma in mani cinesi - specializzato soprattutto in sementi e prodotti fitosanitari.
(Keystone-ATS) Stando ai dati pubblicati oggi nei primi nove mesi l’utile operativo Ebitda (cioè prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti) è salito su base annua dell’1% a 3,2 miliardi di dollari (2,6 miliardi di franchi). I ricavi si sono attestati a 17,3 miliardi di dollari, il 5% in meno dello stesso periodo del 2025; al netto degli effetti valutari la contrazione è ancora maggiore, pari all’8%.
Il calo dei proventi è derivato principalmente dalla riduzione del commercio nel segmento dei cereali in Cina, caratterizzato da margini ridotti, e in altri rami meno redditizi. Escludendo questi effetti, il giro d’affari ha registrato un aumento dell’1%, sottolinea l’azienda. I prodotti di recente introduzione hanno generato prezzi superiori alla media, assicurano i vertici.
La società Syngenta è nata nel 2000 dalla fusione delle divisioni agrochimiche dei giganti farmaceutici AstraZeneca e Novartis, unendo attività con radici che risalgono a 250 anni or sono. Un tempo quotata alla borsa svizzera, l’impresa è stata rilevata nel 2017 dal gigante cinese ChemChina per 43 miliardi di dollari. Nel 2024 aveva pianificato di quotarsi alla borsa di Shanghai: la richiesta era poi stata ritirata. Oggi il gruppo, che ha oltre 50’000 dipendenti in oltre 90 nazioni, è registrato in Cina e ha sede amministrativa a Basilea.
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