Swatch: scontro su governance, famiglia Hayek vince ancora
Nuovo capitolo nella battaglia per una governance aziendale diversa in seno a Swatch.
(Keystone-ATS) Anche quest’anno l’investitore statunitense Steven Wood non è stato eletto nel consiglio di amministrazione (Cda) del colosso orologiero di Bienne (BE), ma a differenza del 2025 la sua candidatura ha ricevuto un forte segnale di apprezzamento da parte di chi possiede azioni al portatore della società.
Nell’assemblea generale svoltasi in modo elettronico il fondatore e direttore dell’impresa newyorkese GreenWoods Investors, che ha una quota dello 0,5% di Swatch, ha ottenuto l’80% dei voti favorevoli fra coloro che detengono il titolo UHR (questo il suo codice di borsa: l’azione al portatore), mentre Andreas Rickenbacher, il nome sostenuto dal Cda, si è fermato al 46%.
Il secondo passaggio, però, è stato fatale: in sede di assemblea complessiva Wood ha raccolto soltanto il 19% dei consensi, contro l’80% di contrari. Un esito tutt’altro che sorprendente, considerando che la famiglia Hayek controlla poco più di un quarto del capitale, ma grazie a una struttura azionaria con voto privilegiato arriva a disporre di circa il 44% dei voti.
La riconferma del no all’americano era stata preannunciata dal consiglio di amministrazione di Swatch, che aveva motivato l’opposizione sostenendo che Wood non conosce a sufficienza l’industria svizzera. Andreas Rickenbacher, invece, è presidente della fondazione Switzerland Innovation e vicepresidente del consiglio del Cda del gruppo energetico BKW: è un consulente aziendale che fra il 2006 e il 2016 è stato anche consigliere di stato bernese, primo socialista nella storia del cantone ad aver assunto la guida del dipartimento dell’economia.
Rispetto all’anno scorso, la procedura è comunque cambiata: per la prima volta gli azionisti registrati con titoli al portatore hanno potuto votare separatamente, in uno scrutinio speciale, sul loro rappresentante da proporre per l’organo di conduzione strategica. Nel 2025 Wood era stato invece bocciato dall’intera assemblea generale con un risultato molto simile a quello di quest’anno.
Wood aveva anche inoltrato numerose istanze per l’ordine del giorno, interventi che miravano a ridisegnare la governance di Swatch. Sono state tutte respinte con l’80% o più dei voti. Le proposte principali includevano l’elezione nel Cda di tre rappresentanti di titolari di azioni al portatore, una maggioranza di membri indipendenti nello stesso organo, il divieto per il presidente di ricoprire altre cariche operative nel gruppo (attualmente la numero uno Nayla Hayek è anche CEO di Harry Winston, parte del conglomerato) e l’obbligo di tenere le assemblee generali esclusivamente in presenza fisica.
Riguardo a quest’ultimo punto vi è stata però apertura: Nayla Hayek ha detto che il partner tecnico dell’impresa ha introdotto un nuovo sistema che consentirebbe anche lo svolgimento dell’evento in modo fisico. “Questo significa che l’anno prossimo potremo nuovamente prendere in considerazione l’organizzazione di un’assemblea generale in presenza”, ha affermato la 74enne.
La situazione configura un classico scontro tra un investitore attivista, che chiede maggiore rappresentanza e trasparenza, e un gruppo a controllo familiare – Nayla Hayek è presidente di lunga data del Cda e nell’organo siedono anche il CEO Nick Hayek, fratello di Nayla, come pure il figlio di Nayla, Marc Hayek – che difende la propria struttura di governance e la stabilità strategica.
Il malcontento di una parte degli azionisti non è chiaramente dovuto tanto a considerazioni etiche, quanto all’effetto che l’attuale modello societario ha sul corso delle azioni. Diversi analisti ritengono che l’approccio degli Hayek sia una palla al piede per il titolo: basti pensare che oggi il valore è scambiato a circa 208 franchi, mentre nel dicembre 2013 si sfioravano i 590 franchi. Da parte sua Nick Hayek non ha mai nascosto la sua contrarietà verso una parte del mondo della finanza, a suo avviso troppo orientato a risultati immediati e magari effimeri. Imprenditore vecchia scuola, si è sempre per esempio fatto un vanto di non licenziare affrettatamente personale nei momenti di crisi, come è stato il periodo del Covid.
Le novità odierne sono intanto state accolte bene in borsa: l’azione al portatore – il titolo di riferimento per gli analisti – alle 14.00 saliva di circa il 3%, in un mercato che marciava praticamente sul posto. Dall’inizio del 2026 il valore ha guadagnato il 21% e sull’arco di dodici mesi la progressione è stata del 42%, mentre negativa, nella misura del -28%, è la performance sull’arco di cinque anni.
Il gruppo Swatch è l’azienda produttrice di orologi più importante del pianeta in termini di articoli finiti immessi sul mercato. Gestisce 16 marchi e dà lavoro a 31’800 persone nel mondo. La società è stata fondata da Nicolas Hayek (1928-2010), imprenditore di origini libanesi, nato e cresciuto a Beirut e trasferitosi nel 1949 con la sua famiglia in Svizzera. L’attuale CEO Nick Hayek e la presidente del Cda Nayla Hayek sono i suoi due figli. Nel 2025 il gruppo ha realizzato un fatturato di 6,3 miliardi di franchi.