Supermercati: troppi prodotti nocivi alle casse, secondo FRC
La maggior parte degli articoli esposti alle casse dei supermercati sono prodotti nocivi, stando a un nuovo studio della Federazione romanda dei consumatori (FRC). L'associazione denuncia un marketing mirato e redditizio.
(Keystone-ATS) La proporzione di dolciumi alle casse dei supermercati con personale di vendita è del 98% rispetto a tutto quanto vi viene esposto, indica la FRC in una nota odierna. Nel 2011, tale quota costituiva l’89%.
“Sebbene i prodotti nocivi rilevati nell’indagine godano della massima visibilità, la loro analisi nutrizionale resta preoccupante.” Secondo i criteri della Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), la grande maggioranza di essi (99%) non dovrebbe essere messa in risalto. Sono ultratrasformati e presentano un Nutriscore (l’etichetta a semaforo sui prodotti alimentari) D o E (ovvero con valori nutrizionali peggiori). Al contrario, frutta fresca, noci e composte senza zuccheri aggiunti sono quasi inesistenti alle casse, osserva lo studio.
Marketing mirato e prodotti più costosi
Stando alla FRC, l’area della cassa è progettata per favorire l’acquisto impulsivo, tenuto conto del tempo di attesa, della bassa percezione del prezzo e della vicinanza degli alimenti. I risultati dello studio evidenziano un “marketing che prende di mira specificamente i ragazzini”.
Un quinto dei prodotti è esplicitamente rivolto a loro, con formati in miniatura e confezioni attraenti posizionate alla loro altezza. Presso Coop e Migros, Snickers, Twix, Knoppers e Kinder costano fino a 2,5 volte di più alla cassa rispetto agli scaffali.
La FRC ritiene che l’attuale ambiente delle casse “indebolisca la libertà di scelta dei consumatori e contribuisca a instaurare, fin dall’infanzia, cattive abitudini alimentari”. “La posizione influenza le scelte molto più della sola volontà individuale”, aggiunge.
Vendita limitata agli scaffali
“Rimuovere i dolciumi dalle casse non è un gesto simbolico, ma una misura di salute pubblica”, spiega Juliette Ivanez, responsabile del settore alimentazione presso la FRC. L’associazione romanda intende sollecitare i dettaglianti e invita all’apertura rapida di negoziati tra autorità e grande distribuzione.
La FRC chiede che la vendita di questi prodotti sia limitata agli scaffali per non accentuare la tendenza a riempire le casse di dolciumi che si trovano già altrove nel negozio. “La questione va oltre gli articoli di confetteria: si tratta di proteggere efficacemente il pubblico più vulnerabile e di creare un ambiente commerciale compatibile con gli obiettivi di salute pubblica”, conclude.
L’indagine è stata condotta su un campione di 331 casse analizzando oltre 2’270 prodotti, in 30 supermercati e discount nella Svizzera romanda.