Superfici a uso ufficio, ora arriva la sfida dell’IA
Dopo l'ondata del telelavoro si presenta una nuova sfida per chi affitta superfici a uso ufficio: l'intelligenza artificiale (IA). Secondo uno studio di Raiffeisen avrà un importante impatto sul ramo.
(Keystone-ATS) “Riteniamo realistico uno scenario in cui la domanda si riduca tra l’1,6% e il 7,9% nei prossimi cinque anni”, afferma Fredy Hasenmaile, capo-economista dell’istituto, citato in un comunicato odierno. “Proprietari e committenti dovrebbero pertanto prepararsi a possibili adeguamenti degli edifici o del loro utilizzo, ad esempio attraverso interventi edilizi o nuove strategie di gestione degli immobili, fino ad arrivare a una conversione d’uso parziale o totale”.
Un’analisi condotta da Raiffeisen su circa 600 categorie professionali mostra infatti che circa due terzi degli impiegati d’ufficio lavorano in professioni fortemente interessate dall’IA: è però determinante stabilire se la nuova tecnologia sostituisca il lavoro umano o lo integri. “Finora i dati sull’occupazione non forniscono indicazioni di una riduzione su larga scala dei posti di lavoro d’ufficio”, osserva Hasenmaile. Vi sono tuttavia differenze tra le singole categorie professionali: a essere particolarmente esposti sono il settore finanziario, i servizi informatici e la pubblica amministrazione. Dal punto di vista regionale, sono soprattutto i grandi centri economici che ospitano le sedi principali delle aziende, quali Zugo, Zurigo, Ginevra e il Ticino, a presentare rischi elevati.
Il mercato in questione è sotto pressione da anni. Dopo la pandemia di Covid il telelavoro è diventato parte integrante della quotidianità lavorativa e molte aziende valutano con sempre più attenzione il loro fabbisogno. Ma dopo diversi anni difficili, gli affitti offerti sono tornati a crescere: le nuove superfici che giungono sul mercato continuano inoltre a essere ben assorbite. “La persistente crescita dell’occupazione in settori con un’elevata quota di attività d’ufficio, la scarsa attività edilizia e il crescente irrigidimento delle regole sull’home office nelle aziende garantiscono stabilità sul mercato”, conclude Hasenmaile.