Sun: Epstein pensò di far uccidere principe Andrea e Sarah Ferguson
Fa capolino un fantomatico quanto sinistro piano per "l'eliminazione" dell'ex principe Andrea e della sua ex moglie Sarah Ferguson tra le malefatte e le intenzioni criminali - vere, presunte o fasulle - attribuite al faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein.
(Keystone-ATS) A tirare fuori quest’ultima ipotesi complottistica è il Sun, tabloid sensazionalista della stampa popolare britannica da prendere abitualmente con le molle. Il giornale cita in esclusiva “nuove rivelazioni” raccolte da Andrew Lownie, autore di una spietata biografia fresca di pubblicazione sul terzogenito in disgrazia di Elisabetta II (privato di recente da re Carlo III, suo fratello, di tutti i titoli e quasi tutti i privilegi residui), secondo cui il finanziere avrebbe sondato un cecchino sull’eventualità di dover fare chiudere la bocca agli allora duca e duchessa di York: nel timore che essi potessero contribuire alla sua rovina, sapendo troppo dei suoi crimini (sessuali e non).
Stando a Lownie, la voce che circola è che Epstein – divenuto sempre più “paranoico” mentre si trovava dietro le sbarre in attesa di processo – sia riuscito a contattare come potenziale “sicario un ex tiratore delle Sas”, unità di commando delle forze militari britanniche, per tenere nel mirino Andrea e ‘Fergie’. Il biografo del reprobo di casa Windsor ammette che le sue gole profonde parlano de relato nell’evocare una trama “degna del Giorno dello Sciacallo”; ma le accredita comunque come degne di fede. “Voleva eliminarli, me l’hanno detto due fonti affidabili, una a Parigi e un ex agente dell’Fbi in Florida, e posso credere che sia vero”, racconta al Sun rimanendo nel vago. Non senza mettere peraltro le mani avanti e sottolineare come lo stesso Epstein possa aver fatto circolare in effetti voci non autentiche: “Ha detto un sacco di cose, e non sempre si può credere a ciò che ha affermato”.
Lownie aggiunge del resto di non avere idea su quanto lontano possa essere arrivata l’ipotetica cospirazione. Non escludendo al contempo che il faccendiere d’oltre Oceano abbia magari temuto di essere “anticipato” dal Palazzo britannico, o da ambienti vicini ai vertici del Regno disposti nella sua testa a coltivare la tentazione di neutralizzare lui per impedirgli eventuali confessioni schiaccianti sulle frequentazioni col “figlio prediletto” della regina Elisabetta. Il biografo in ogni caso si dice sicuro del fatto che Sarah Ferguson fosse a un certo punto “terrorizzata” dai sospetti di minacce di morte, tanto da continuare a tenere i contatti con “Jeffrey” – ufficialmente suicidatosi in carcere a New York nel 2019 – fin quasi alla fine, anche dopo la clamorosa ri-esplosione mediatica dello scandalo: “Era allarmata per la sicurezza sua e delle sue figlie. Sapeva che Epstein frequentava gente pericolosa, quindi la paura era concreta”.