Starmer ai Comuni sfugge alle domande sui colloqui con Mandelson
Il premier britannico Keir Starmer ha più volte evitato di rispondere, durante il Question Time alla Camera dei Comuni, alle domande della leader dell'opposizione conservatrice, Kemi Badenoch, che gli chiedeva conto di colloqui avvenuti fra lui e Peter Mandelson.
(Keystone-ATS) Il primo ministro laburista si è limitato a scusarsi di nuovo per la sua criticatissima e successiva designazione ad ambasciatore negli Usa dell’ex eminenza grigia del New Labour ed ex ministro legato a doppio filo col finanziere pedofilo americano Jeffrey Epstein e finito al centro di un’indagine di polizia, oltre a ricordare il recente avvio della pubblicazione dei documenti governativi sulla nomina, revocata tardivamente l’anno scorso da sir Keir nel pieno dello scandalo del faccendiere. Ma Badenoch lo ha incalzato, sottolineando che Starmer non può aver deciso di designarlo in quell’incarico senza prima avergli parlato direttamente, per poi accusarlo di “non essere onesto” su questa vicenda.
Dal canto suo, il premier ha tentato goffamente di contrattaccare, affermando che la leader dei Tory dovrebbe invece pensare al suo schieramento e a silurare un suo stretto collaboratore, il ministro della Giustizia ombra Nick Timothy, per aver pubblicato un video sui social in cui prendeva di mira i musulmani riuniti in una preghiera pubblica a Trafalgar Square parlando di “atto di dominazione”.