Spagna: durato tre ore l’interrogatorio di Zapatero
È durato circa tre ore l'interrogatorio dell'ex premier socialista spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero davanti al giudice dell'Audiencia Nacional, José Luis Calama, iniziato alle 09:12 e proseguito fino alle 12:30, dopo un pausa alle 11:00.
(Keystone-ATS) L’icona del socialismo spagnolo è il primo ex capo di un esecutivo a essere interrogato in un’inchiesta penale nella Spagna democratica.
Nel corso dell’audizione Zapatero ha negato di aver esercitato “alcuna influenza” per favorire la compagnia aerea Plus Ultra, destinataria nel 2021 di un prestito pubblico da 53 milioni di euro, riferiscono fonti giudiziarie citate dai media iberici, fra cui “El Pais” e l’agenzia EFE.
L’interrogatorio rientra nell’ambito dell’inchiesta che vede l’esponente socialista – al governo fra il 2004 e il 2011 – indagato per presunti reati di traffico di influenze, organizzazione criminale, riciclaggio e falsità documentale, oltreché di frode al fisco e contrabbando, in un fascicolo separato sul “tesoro” di gioielli ritrovati nel suo studio.
Zapatero è sospettato di essere il presunto “vertice” di una rete che avrebbe sfruttato contatti istituzionali e imprenditoriali di alto livello per ottenere vantaggi a favore i terzi, in cambio di presunte commissioni.
Nei suoi confronti la Procura anticorruzione ha chiesto come misure cautelari il ritiro del passaporto per il rischio di fuga, con l’obbligo di comparire ogni 15 giorni per la firma in sede giudiziaria, oltre al divieto di lasciare il paese.
Le accuse “popolari” (figura prevista dalla procedura penale spagnola) rappresentate dal conservatore Partido popular hanno chiesto la detenzione preventiva per il rischio di fuga.
Zapatero, restituirò la fiducia a chi oggi dubita
Al termine dell’interrogatorio Zapatero ha diffuso un comunicato in cui assicura: “restituirò la fiducia a quanti ora dubitano” della sua innocenza. “Anzitutto, voglio ringraziare tutti per l’attesa. Sono stati 29 giorni in silenzio, preparando questo momento e quelli che verranno”, scrive l’esponente socialista nella nota, riferendosi alla richiesta di rinviare l’interrogatorio, inizialmente fissato per il 2 giugno, per avere tempo di preparare la sua difesa.
“Ho taciuto per rispetto alla giustizia e al giudice, che era chi doveva per primo ascoltarmi. Non abbiate dubbi che nei prossimi giorni darò le spiegazioni opportune”, ha segnalato.
Nella nota Zapatero spiega di “essere accusato di gravi reati che non ho commesso”. “Sempre mi sono comportato con decenza e onestà, e ora ho davanti il compito di dimostrarlo, con assoluta trasparenza e con piena fiducia”, assicura.
“Ho presentato al Tribunale un’autorizzazione universale volontaria perché possa constatare l’inesistenza di società, denaro, prodotti finanziari o qualunque attivo con mia titolarità diretta e indiretta. Perché non ho assolutamente nulla fuori dalla Spagna”, giura l’ex premier indagato, senza fare riferimenti ai gioielli da 1,3 milioni di euro sequestrati nel suo ufficio o alla società facente capo alle figlie, coinvolta nell’inchiesta.
“Quando uno sa di essere completamente innocente, come nel mio caso, e ha piena fiducia nella giustizia, la cosa più dolorosa è sapere che molta gente può sentirsi delusa se crede nelle cose che si dicono su di me”, scrive ancora il leader socialista, icona della sinistra progressista.
“Il mio messaggio è anche diretto a tutti i concittadini e le concittadine: chiedo loro fiducia. Non li deluderò”, assicura Zapatero. “Ci costerà più o meno tempo dimostrarlo, ma la verità si farà strada e restituirò la fiducia a coloro che oggi dubitano. Lo vedrete. Molte grazie”, conclude l’ex presidente del governo nella nota.