La televisione svizzera per l’Italia

Spagna: a Madrid marcia anti-Sánchez e in difesa di Ceuta

Keystone-SDA

Slogan contro Pedro Sánchez e un grido che attraversa il corteo: "Elecciones ya!" (elezioni subito): Madrid torna in piazza contro il premier, di nuovo nel nome di Ceuta, la piccola exclave spagnola in Nord Africa travolta dagli arrivi in massa di migranti a luglio.

(Keystone-ATS) La seconda “Marcia per la dignità”, convocata da Sociedad Civil Española – piattaforma della società civile di destra e alla quale hanno aderito il Partito popolare (PP) e VOX – ha attraversato il centro della capitale, da Plaza Cibeles all’Arco de Triunfo, vicino alla Moncloa, la sede del governo socialista spagnolo.

Intonando slogan come “Ceuta non si vende, Ceuta si difende!” e “Sánchez traditore!”, migliaia di persone – 20’000 secondo la delegazione del governo, 180’000 stimate dall’organizzazione – hanno protestato contro “l’invasione di Ceuta e Melilla” e in difesa dell'”integrità territoriale e della spagnolità di Ceuta”, come recita un manifesto.

Alcuni manifestanti hanno lamentato una partecipazione inferiore alla prima mobilitazione, lo scorso maggio, precedente all’ondata migratoria, quando almeno in 40’000 invocarono le dimissioni del premier socialista e il ritorno alle urne anticipato sulla fine della legislatura, nel 2027.

Alla testa della protesta il segretario generale del PP, Miguel Tellado, e il leader di VOX, Santiago Abascal, uniti dalla richiesta di “espulsioni immediate” dei migranti rimasti nell’exclave. “Quelli che hanno invaso Ceuta devono andarsene lì da dove sono arrivati”, ha dichiarato Tellado nel denunciare “una negligenza chiara del governo e una responsabilità che non può eludere”, nella crisi migratoria.

“La maggioranza degli spagnoli chiede elezioni subito”, ha sostenuto, anche se ha evitato di pronunciarsi sulla richiesta di Abascal e della piattaforma delle destre di attivare l’articolo 102 della Costituzione per perseguire Sánchez per “tradimento” e attentato alla sicurezza dello Stato.

Più duro il leader dell’estrema destra: “Ceuta continua a essere invasa perché Sánchez è un servo di Rabat”, ha caricato Abascal. Il leader di VOX ha messo in dubbio anche l’efficacia del decreto straordinario che sta preparando il governo per accelerare i rimpatri in Marocco dei migranti ancora presenti nell’exclave.

“Il solo dato certo è che questo governo è il responsabile di ciò che è accaduto a Ceuta e chi è colpevole non sarà colui che risolverà la situazione”, ha sostenuto il leader della forza ultraconservatrice.

Una stretta quella pensata dall’esecutivo progressista per sbloccare una crisi che a quasi due mesi dall’onda d’urto migratoria continua a tenere in ginocchio la città autonoma, dove sono rimasti quasi 20’000 migranti fra adulti e minori sotto tutela dell’amministrazione, dei 72’000 arrivati a nuoto o via terra il 30 e il 31 luglio.

Il governo rivendica 7’100 rientri volontari e 344 espulsioni in Marocco dal 10 agosto, oltre a 6’800 persone accolte in strutture temporanee. Ma la situazione di circa 3’500 migranti, da 56 giorni ancora accampati in strada o sulle spiagge dell’exclave, resta al limite.

“A Ceuta non si dà sostegno manifestando contro o insultando qualcuno, la si sostiene con misure”, ha dichiarato il ministro Óscar López Águeda, difendendo l’azione dell’esecutivo, per “riportare al più presto alla normalità” la città e “fare in modo che queste persone ritornino quanto prima” nei paesi d’origine.

Articoli più popolari

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR