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Sondaggio: modifica legge materiale bellico ancora incerta

Keystone-SDA

A sette settimane dall'appuntamento alle urne l'esito del voto sulla modifica della legge federale sul materiale bellico è ancora aperto. È quanto emerge dal primo sondaggio realizzato dall'istituto Leewas per conto di Tamedia e 20 Minuten e pubblicato oggi.

(Keystone-ATS) Per quanto riguarda gli altri oggetti in votazione il 29 novembre, il finanziamento supplementare dell’AVS e l’Iniziativa sull’imposizione dei coniugi non otterrebbero il sostegno necessario e l’Iniziativa dei fuochi d’artificio sarebbe accolta.

Secondo l’indagine condotta il 7 e 8 ottobre, l’aumento dell’IVA per finanziare la 13esima rendita AVS viene respinta: i no sono il 60% contro il 36% di sì (4% indecisi). Solo tra gli elettori del PS i voti favorevoli (49%) prevalgono, seppur di misura, sui voti contrari (45%). A opporsi maggiormente (78% di no contro il 20% di sì) sono i simpatizzanti dell’UDC.

A convincere i favorevoli è soprattutto un argomento: un aumento dell’IVA sarebbe equo, poiché a contribuire al finanziamento non sarebbero solo i lavoratori attivi, ma anche i pensionati, le imprese e i turisti stranieri. Tra i contrari invece prevalgono le preoccupazioni relative al calo del potere d’acquisto. Inoltre molti motivano il loro rifiuto sostenendo che vi siano opzioni di finanziamento migliori rispetto al continuo aumento dell’IVA.

L’adesione è più bassa nella fascia giovanile (27%), ma cresce in modo significativo con l’avanzare dell’età fino a raggiungere il 46% tra gli over 65.

Materiale bellico

Per quanto riguarda la revisione della legge federale sul materiale bellico, l’esito è incerto: il 47% degli intervistati si è detto contrario, il 44% a favore, mentre il 9% si è dichiarato indeciso.

Per questo tema è emersa una differenza marcata nelle intenzioni di voto in base al genere: il 55% degli uomini è favorevole a un allentamento delle norme sulle esportazioni di materiale bellico, mentre tra le donne la quota è del 31%. Più aumenta l’età e il reddito, maggiore è il consenso.

Anche le divergenze tra i partiti politici sono notevoli: l’elettorato dei Verdi e del PS respinge nettamente la modifica di legge (rispettivamente il 72% e il 66% di no). La base dell’UDC appare ancora indecisa (45% di sì contro il 47% di no), mentre a favore sono gli elettori del PVL (53%), Centro (55%) e PLR (64%).

Per la maggior parte dei sostenitori la questione centrale è il mantenimento della propria capacità di difesa: la Svizzera necessita di una sua industria degli armamenti. Le attuali regole sull’esportazione sono tuttavia così severe che in futuro si potrebbe acquistare meno all’interno del paese. Tra i contrari domina in modo molto netto un argomento: il fatto che diventerebbero nuovamente possibili le esportazioni verso Stati coinvolti in un conflitto armato e che risulterebbe più facile effettuare forniture verso paesi in cui i diritti umani vengono violati in modo sistematico.

Imposte eque

Per l’Iniziativa del Centro “Sì a imposte eque anche per i coniugi – Basta con la discriminazione del matrimonio”: il 51% degli intervistati si è detto contrario e il 38% a favore. Gli elettori del Centro e dell’UDC la sostengono rispettivamente con il 50% e il 48% dei sì (40% e 41% i no), mentre contro si schierano i Verdi, il PS, il PVL e il PLR. La quota di indecisi risulta elevata in tutti i partiti.

I favorevoli fanno valere quale argomentazione il fatto che le coppie sposate non dovrebbero mai pagare di più rispetto a coppie conviventi non coniugate a parità di condizioni per l’imposta federale diretta, dall’altro dovrebbero compilare una sola dichiarazione dei redditi invece di due come nel caso dell’imposizione individuale. Ciò ridurrebbe anche l’onere amministrativo per le autorità. I contrari evocano in particolare l’esito favorevole della votazione sull’imposizione individuale dello scorso marzo e ritengono che tornare alle urne per lo stesso tema nello stesso anno sia una costrizione ingiustificata.

Fuochi d’artificio

Unico oggetto in votazione il 29 novembre che appare relativamente incontrastato è l’Iniziativa “Per una limitazione dei fuochi d’artificio”: ottiene il 68% di voti favorevoli contro e il 30% di contrari (2% indecisi), riscuotendo il sostegno della maggioranza in tutti gli schieramenti politici (UDC: 53%, PLR: 55%, Centro: 68%, PVL: 79%, PS: 82% e Verdi: 91%). Le donne appoggiano più chiaramente il testo (75% di sì) rispetto agli uomini (60% di sì).

I sostenitori mettono in primo piano il benessere degli animali, considerando che i botti possono causare stress e, in casi estremi, persino la loro morte. La parte opposta invece sostiene che i fuochi d’artificio il 1° agosto o a San Silvestro, ma anche in occasione di feste cittadine e di associazioni, sia parte integrante della cultura e della tradizione festiva svizzera.

All’indagine hanno 11’239 aventi diritto di voto provenienti da tutta la Svizzera. Il margine di errore statistico è pari a più/meno 1,6 punti percentuali.

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