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Siria: 2 ponti su Eufrate distrutti da forze curde

Keystone-SDA

I media statali siriani hanno riferito oggi che le forze curde hanno distrutto due ponti principali sul fiume Eufrate nella regione di Raqqa, città della Siria settentrionale.

(Keystone-ATS) Queste operazioni militari avvengono mentre le truppe governative si spingono nel territorio controllato dai curdi per la prima volta in oltre un decennio.

“L’organizzazione Sdf (Forze democratiche siriane a guida curda) ha fatto saltare in aria il nuovo ponte ‘Alrashid’ nella città di Raqqa”, ha indicato l’agenzia di stampa statale siriana Sana citando i responsabili dell’informazione di Raqqa. In precedenza, Sana aveva riferito che un altro ponte che conduceva alla città di Raqqa era stato distrutto dai combattenti curdi.

Dal canto suo, l’esercito siriano ha annunciato di aver preso il controllo dell’aeroporto militare di Tabqa, una città chiave nella provincia di Raqqa controllata dalle forze curde. In precedenza, in una dichiarazione a Sana, l’esercito aveva indicato di aver iniziato a entrare in città e ad “accerchiare” le forze curde trincerate nell’aeroporto.

Intanto le forze curde si sono ritirate dal più grande giacimento petrolifero della Siria, situato nella provincia orientale di Deir Ezzor, ha annunciato oggi l’organizzazione non governativa Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdu).

Le Forze democratiche siriane (Sdf), l’ala armata curda, “si sono ritirate all’alba di domenica da tutti i settori sotto il loro controllo” nella provincia orientale di Deir Ezzor, “compresi i giacimenti petroliferi di al-Omar e al-Tanak”, ha indicato all’agenzia di stampa France-Presse (Afp) il direttore dell’Osdu, Rami Abdel Rahman.

Processo di pace sabotato

I combattimenti tra l’esercito siriano e le forze curde nel nordest della Siria sono “un tentativo di sabotare il processo di pace” avviato in Turchia con la guerriglia del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), denuncia il leader del movimento politico Abdullah Öcalan.

“Öcalan vede questa situazione come un tentativo di sabotare il processo di pace e una società democratica”, riferisce una delegazione del partito filocurdo Dem, che ha fatto visita al fondatore del Pkk, imprigionato al largo delle coste di Istanbul dal 1999.

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