Si spacca il partito polacco del Pis, espulso ex premier Morawiecki
È crisi aperta nel partito Diritto e Giustizia (Pis), la principale forza di opposizione in Polonia, al governo dal 2015 al 2023.
(Keystone-ATS) La spaccatura è avvenuta dopo la decisione del leader Jarosław Kaczyński di espellere l’ex premier Mateusz Morawiecki, insieme a un gruppo di almeno 30 membri. A scatenare la rottura la notizia secondo cui l’ex leader polacco conservatore avrebbe cercato di fondare un nuovo partito politico tramite la sua associazione.
Dal gennaio 2025 Morawiecki è anche presidente del Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei in successione alla premier italiana Giorgia Meloni che aveva deciso di passare il testimone. Nel gruppo Ecr al Parlamento europeo il PiS conta 20 eurodeputati sui complessivi 84 e rappresenta la seconda delegazione nazionale dopo Fratelli d’Italia, che conta 24 seggi. Lo stesso gruppo è guidato da due co-presidenti: Nicola Procaccini di FdI e Patryk Jaki del Pis. Resta da vedere se la spaccatura avrà ripercussioni anche sugli equilibri nella delegazione all’Eurocamera.
Dopo la vittoria del conservatore Karol Nawrocki alle presidenziali del 2025, il PiS sperava di sfruttare lo slancio per tornare al governo, ma i sondaggi e gli ultimi sviluppi sembrano allontanare questa ipotesi.
Morawiecki voleva modernizzare il partito, portandolo su posizioni più moderate. “Abbiamo coraggio, pazienza e lungimiranza; sappiamo quanto drasticamente stia cambiando la società polacca. Pertanto, le proposte che gli vengono presentate non possono essere anacronistiche o obsolete”, ha sottolineato ai media polacchi.