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Si moltiplicano i malumori nel Labour contro Starmer

Keystone-SDA

Si moltiplicano i malumori nel Labour britannico contro il premier Keir Starmer per la gestione disastrosa dello scandalo relativo alla nomina politica di Peter Mandelson ad ambasciatore negli Usa.

(Keystone-ATS) Anche fra i ministri del suo governo cresce l’insofferenza, sebbene i numeri del dissenso interno non siano ancora tali da mettere in pericolo immediato la poltrona del primo ministro.

Mentre si è fatto avanti un deputato della maggioranza, Jonathan Brash, eletto fra l’altro nel seggio di Hartlepool, lo stesso un tempo occupato da Mandelson, che ha chiesto apertamente le dimissioni del premier per “porre fine allo psicodramma” scatenato dalla designazione dell’ex eminenza grigia del New Labour a inviato diplomatico, nonostante le riserve espresse sul suo conto da parte dei servizi d’intelligence durante il controllo di sicurezza interno.

La voce di Brash è la prima a invocare in pubblico l’uscita di scena del primo ministro fra i Laburisti ma altre si potrebbero levare nei prossimi giorni. Anche perchè dopo la devastante audizione nella commissione parlamentare per gli Esteri di sir Olly Robbins, ex segretario generale e numero uno dei funzionari del Foreign Office silurato di recente, che ha denunciato le pressioni subite dall’esecutivo per ottenere il via libera alla nomina di Mandelson a inizio 2025, sarà la volta martedì prossimo di quella di Morgan McSweeney, potentissimo ex braccio destro e capo dello staff di sir Keir costretto a dimettersi lo scorso febbraio sempre nello stesso scandalo legato all’ex ministro e amico del defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein.

La sua convocazione, annunciata oggi, potrebbe creare nuovi imbarazzi a Starmer che intanto è alle prese con sondaggi sempre più sconfortanti in vista delle elezioni amministrative del 7 maggio. Mentre Jennie Formby, ex segretaria amministrativa del Labour sotto la leadership di Jeremy Corbyn, è passata ai Verdi, in quello che rappresenta l’ennesimo segnale di uno spostamento di esponenti dell’ala sinistra del partito di maggioranza verso la compagine di Zack Polanski, in costante crescita di consensi.

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