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Shock in Francia, Lyhanna uccisa a 11 anni da un pedofilo già noto

Keystone-SDA

È proprio quello di Lyhanna, la bambina di 11 anni scomparsa da venerdì scorso a Fleurance, nel sud-ovest della Francia, il corpo ritrovato giovedì sera.

(Keystone-ATS) Ma il dolore, la rabbia, le polemiche per questo nuovo delitto, probabilmente commesso da un pedofilo recidivo sul quale erano state presentate denunce a ripetizione e noto alla polizia e alla procura, non hanno atteso i risultati dell’esame del Dna.

In Francia, Paese sotto shock per un fatto che riapre ferite degli ultimi anni per casi analoghi, c’è da un lato lo sdegno dell’opinione pubblica per un possibile pedofilo “predatore” inspiegabilmente in libertà, dall’altro uno scontro istituzionale fra politica – con il presidente Emmanuel Macron che ha definito “inaccettabili” le inadempienze – e la procura che al momento respinge ogni addebito e, ancor più, ogni ventilata ipotesi di sanzione per magistrati che non avrebbero fatto il loro dovere.

Come in un triste rito, c’è comunque voluta l’autopsia e l’esame del Dna per riconoscere i resti di Lyhanna, una ragazzina delle medie di Fleurance. Occhi e capelli marroni, lunghi. Era ancora la settimana della grande afa quando la ragazzina, in pantaloncini e canottiera a righe, era stata vista viva per l’ultima volta davanti alla scuola media che frequentava nel suo paese, un borgo di 6.000 abitanti a 80 chilometri da Tolosa.

Il suo corpo è stato ritrovato sul terreno di una fattoria vicino al villaggio di Puycasquier, a una quindicina di chilometri da Fleurance. Il sospetto, l’uomo che secondo gli inquirenti avrebbe ucciso Lyhanna, si chiama Jérôme Barella, ha 41 anni ed è padre di due bambini. Conosceva Lyhanna poiché la bambina era amica di sua figlia. Ad inizio settimana è stato posto in stato di fermo con l’accusa di rapimento e sequestro.

L’elemento immediatamente emerso con evidenza agli occhi degli inquirenti è stato il fatto che Barella avesse lavorato proprio in quella fattoria, dove il corpo di Lyhanna è stato ritrovato. A grappolo, sono arrivati poi i particolari dei suoi precedenti, il suo profilo di predatore sessuale, le denunce per stupro su minori.

La procuratrice della Repubblica di Auch, sotto la cui autorità si sono svolte le prime indagini, Clémence Meyer, ha spiegato che le denunce a carico di Barella risalgono agli anni dal 2022 al 2025: la prima è stata archiviata, un’altra è ancora in corso. Ma la stessa procuratrice, secondo fonti di BFM, non avrebbe citato una terza denuncia a carico di Barella, sempre per stupro, della quale sarebbe stata pure messa al corrente.

La famiglia di Lyhanna ha espresso “sgomento” per l’ipotesi che il possibile assassino della ragazzina avrebbe dovuto essere in carcere o sotto sorveglianza per fatti che potrebbero essere stati sottovalutati. Un caso di malagiustizia per il presidente Emmanuel Macron, un “malfunzionamento inaccettabile”, ha detto, aggiungendo di non voler sentire “nessun argomento relativo ai mezzi a disposizione” degli inquirenti, invitando gli organi predisposti ad appurare eventuali responsabilità ad “agire molto rapidamente”.

Il primo ministro, Sébastien Lecornu, che si è detto “scioccato”, ha rinunciato ad un viaggio previsto dal suo programma istituzionale ed ha trascorso due ore in riunione con i ministri dell’Interno, Laurent Nuñez, e della Giustizia, Gérald Darmanin e ha ordinato un’inchiesta con risultati da consegnare “entro 15 giorni”. Il guardasigilli Darmanin ha fatto eco a Macron parlando di “malfunzionamenti incredibili e inaccettabili dei servizi dello stato”.

Il presidente del Rassemblement National e probabile candidato all’Eliseo, Jordan Bardella, ha accusato lo Stato di aver “pesantemente fallito”. “Bisogna riformare in profondità il sistema giudiziario”, ha dichiarato un altro candidato presidente, Bruno Retailleau (Républicains).

Ha parlato anche Eric Mouzin, padre della piccola Estelle, vittima anni fa del serial killer e stupratore Michel Fourniret, una vicenda che ha segnato l’opinione pubblica francese: “È surreale – ha detto parlando dei ministri di Interno e Giustizia – che sembrino scoprire ora le disfunzioni all’interno del loro ministero”.

Polemiche e rabbia in Francia dopo il ritrovamento, ieri sera, del cadavere di Lyhanna, una bambina di 11 anni scomparsa da venerdì scorso nel sud del paese. Il principale sospetto del delitto ha diversi precedenti per accuse di stupro, in particolare su minori.

In Francia, la vicenda riapre diversi casi dolorosi del passato, come quello della piccola Estelle, vittima del serial killer pedofilo Michel Fourniret.

“È chiaro che ci sono disfunzioni ed è inaccettabile” ha detto dal Montenegro, dove era in visita, il presidente Emmanuel Macron, che non vuole “sentire nessuna scusa sulla mancanza di mezzi”.

Il premier, Sébastien Leconru, si è detto “scioccato” ed ha riunito stamattina per oltre due ore i ministri dell’Interno, Laurent Nunez, e della Giustizia, Gérald Darmanin.

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