SG: bielorusso colpevole di sparizione forzata, prima svizzera
Il Tribunale cantonale di San Gallo ha condannato oggi un cittadino bielorusso a una pena detentiva sospesa di 24 mesi per sparizione forzata. È la prima volta che in Svizzera il terzo potere si pronuncia su tale crimine, iscritto nel codice penale dal 2017.
(Keystone-ATS) La corte di seconda istanza ha stabilito che nel 1999 l’allora soldato 20enne ha partecipato all’assassinio di un politico mentre faceva parte di un’unità speciale del regime di Alexander Lukashenko.
Il tribunale ha annullato l’assoluzione pronunciata dal giudice di primo grado in un caso di omicidio – su tre che gli erano imputati – basandosi sulle dichiarazioni rese dall’uomo nel corso delle indagini: l’imputato ha descritto in modo credibile e dettagliato il proprio coinvolgimento nella sparizione forzata delle tre persone, ha spiegato il presidente del tribunale nella motivazione orale della sentenza.
Le contraddizioni nelle affermazioni dell’imputato (che non possono essere attribuite solo ai numerosi errori di traduzione accertati nel corso del procedimento) non incidono in alcun modo sulla credibilità delle dichiarazioni, ha affermato il giudice.
La pena detentiva è sospesa per un periodo di prova di due anni. Il condannato dovrà pure sostenere un quarto delle spese del procedimento penale, che ammontano a diverse decine di migliaia di franchi. Contro la sentenza è possibile un ricorso al Tribunale federale.
Circostanze attenuanti
Il procedimento contro il cittadino bielorusso oggi 48enne era stato avviato dopo sue dichiarazioni nell’ambito di una domanda d’asilo nel 2019. Aveva appunto affermato di aver partecipato, nell’ambito di un’unità militare speciale in Bielorussia, all’eliminazione di tre oppositori politici.
A differenza del Tribunale distrettuale di Rorschach, oggi quello cantonale non ha ritenuto che l’uomo volesse ottenere un vantaggio nella procedura di asilo inventando una storia. Secondo il giudice, aveva infatti reso una confessione completa solo dopo che gli era stato comunicato che la sua domanda di protezione era stata bocciata.
Oltre al fatto di aver confessato le sue responsabilità, il tribunale ha considerato come circostanze attenuanti anche la lunga durata del procedimento e i fatti che l’uomo si è presentato a un dibattimento con una figlia di un politico ucciso, ha mostrato pentimento e si è scusato. Inoltre all’epoca, in qualità di giovane soldato, era stato addestrato a eseguire gli ordini. Secondo precedenti dichiarazioni, non ha commesso lui stesso l’assassinio.
Per due capi d’accusa è stata pronunciata l’assoluzione. Nel primo caso l’allora 20enne non era a conoscenza dell’omicidio avvenuto dopo il rapimento della persona. Nel secondo, il tribunale ha considerato illegittimi gli accusatori privati.
Errori di traduzione in prima istanza
Il processo verteva su un reato, la sparizione forzata, iscritto nel Codice penale svizzero dal 2017. Il legislatore ha così integrato nel diritto elvetico i termini di una convenzione delle Nazioni Unite. Per questa ragione il crimine risulta punibile in Svizzera anche se commesso all’estero. I dibattimenti nei tribunali distrettuale di Rorschach e cantonale sangallese sono i primi che si occupano di sparizione forzata nella Confederazione.
Il soldato era stato denunciato da due figlie di oppositori scomparsi nonché da Trial International, organizzazione non governativa con sede a Ginevra che ha come obiettivo principale la lotta contro l’impunità degli autori dei crimini più gravi.
Nel settembre 2023, il ministero pubblico aveva chiesto al tribunale distrettuale una pena detentiva di tre anni, di cui uno con la condizionale. La corte di prima istanza aveva però assolto l’uomo. Il presidente del tribunale aveva motivato la sentenza affermando che alcune dichiarazioni erano semplicemente assurde e che i fatti non erano stati provati.
La procura non aveva contestato la sentenza, mentre gli accusatori privati lo avevano fatto. Durante il dibattimento al Tribunale cantonale sono state espresse severe critiche nei confronti dell’interprete che aveva tradotto dal russo le dichiarazioni dell’imputato dinanzi al Tribunale distrettuale.
Una successiva nuova traduzione delle affermazioni fatte davanti alla corte di Rorschach ha evidenziato più di mille discrepanze linguistiche. Ciò ha suscitato dubbi nel tribunale distrettuale e influenzato la decisione presa all’epoca dai giudici, ha spiegato il ministero pubblico dinanzi al Tribunale cantonale.
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