Servizio civico: 84% di no, proiezioni gfs.bern
Si profila un no schiacciante all'Iniziativa Servizio civico: secondo le proiezioni dell'istituto demoscopico gfs.bern realizzate per conto della SSR, il testo sarebbe bocciato nella misura dell'84%.
(Keystone-ATS) Dei cantoni di cui si hanno i risultati finali le percentuali superano tutte l’80%: ad Appenzello interno i no sono l’88,31%, in Vallese l’87,44%, a Svitto l’87,24% a Nidvaldo l’87,08% ad Argovia l’84,48% e nei Grigioni l’83,56% di no. Finora tutti i comuni svizzeri di cui sono noti i risultati hanno respinto il testo ad eccezione di Untereggen, nel cantone di San Gallo.
Lukas Golder di gfs.bern ha affermato che la percentuale dei sì potrebbe essere inferiore al venti percento. Ha sottolineato come l’argomento del servizio obbligatorio e del grande carico amministrativo abbia centrato il punto debole dell’iniziativa.
Golder ha indicato che anche l’argomento della parità di genere non ancora raggiunta abbia fatto breccia. Mentre quello dei promotori del testo, che sostenevano che il servizio civico potesse rafforzare l’esercito e la protezione civile, non ha avuto successo.
L’Iniziativa popolare – la cui esatta denominazione è “Per una Svizzera che si impegna (Iniziativa Servizio civico)” – è stata presentata nell’ottobre 2023 da un comitato interpartitico e prevede che tutte le persone con cittadinanza svizzera – donne incluse – prestino un servizio a beneficio della collettività e dell’ambiente, sotto forma di servizio militare, o di un altro di milizia equivalente riconosciuto dalla legge. Tuttavia, gli effettivi destinati all’esercito e alla protezione civile dovrebbero essere garantiti. La tassa d’esenzione, l’indennità per perdita di guadagno e le altre disposizioni esistenti rimarrebbero invariate.