Scrittore franco-algerino Sansal: basta con Francia, stufo insulti
Lo scrittore franco-algerino Boualem Sansal, al centro delle preoccupazioni del mondo della cultura durante la sua detenzione dal 2024 al 2025 nelle carceri di Algeri, vuole "lasciare la Francia".
(Keystone-ATS) Si sente nel mirino “degli attacchi di un gruppo di oligarchi del pensiero”.
Sansal, 81 anni, ha parlato della sua intenzione di “esiliarsi” in un’intervista a “Le Figaro”, da Bruxelles, dove sta per entrare nell’Accademia reale di lingua e letteratura francesi. La sua intenzione sarebbe di “esiliarsi” in Belgio o Svizzera, lasciando la Francia, dove vive e lavora da una ventina d’anni per sfuggire alla censura del regime algerino, che gli rimprovera idee e scritti “ostili alla nazione”. Nel 2024, il presidente Emmanuel Macron, gli ha riconosciuto la cittadinanza francese.
Nonostante le proteste per la sua detenzione di tutto il mondo della cultura francese, molte sono state le critiche e le discussioni suscitate dalle prese di posizione di Sansal e dal suo atteggiamento nei confronti di Parigi e dei rapporti che dovrebbe avere, secondo lui, con Algeri. Nelle ultime settimane, la sua uscita dalla storica casa editrice che lo pubblicava, Gallimard, per passare a Grasset, nell’orbita del miliardario di destra Vincent Bolloré, ha provocato critiche e proteste.
“Ho chiuso con la Francia – ha detto a “Le Figaro” – devo tirare avanti ancora qualche mese, poi me ne andrò. Perché restare in un Paese dopo tutti gli attacchi che subisco dalla mattina alla sera? Si tratta di insulti, non più di critiche. Alle critiche ho fatto l’abitudine, passo le mie giornate a criticare, ma ora si è passati agli insulti. Adoro in francesi, ma il problema riguarda un pugno di oligarchi del pensiero, piccoli dittatori burocrati”.
“Mi fanno passare per un criminale – ha aggiunto lo scrittore – bisogna che me ne vada. E’ peggio della dittatura in Algeria. Stanno esercitando su di me una dittatura del pensiero, perché vogliono farmi tacere. Vogliono farmi paura”.