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Sbloccate altre scorte obbligatorie di mangimi proteici per animali

Keystone-SDA

In Svizzera l'approvvigionamento di fonti proteiche destinate all'alimentazione animale rimane critico, in particolare a causa delle limitazioni di trasporto sul Reno e sul Danubio. Si è perciò deciso di sbloccare un'altra parte delle scorte obbligatorie.

(Keystone-ATS) La relativa ordinanza entrerà in vigore il prossimo 15 ottobre, scrive oggi in una nota il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR).

Dal primo settembre di quest’anno è già possibile prelevare fino al 20% del volume totale delle scorte. Stando alla nota, è la prima volta che vengono effettuati prelievi dall’istituzione delle riserve obbligatorie di generi alimentari e mangimi. Allo stato attuale si è arrivati al prelievo del 9,5% delle scorte obbligatorie totali.

Anche nel 2018 erano stati autorizzati prelievi a causa dei fiumi in secca, ma la situazione si era poi rapidamente normalizzata e non era stato necessario intervenire, ricorda il DEFR nella nota.

Le scorte obbligatorie di mangimi proteici hanno come obiettivo la copertura del fabbisogno per due mesi e, come tutte le scorte obbligatorie, sono di proprietà delle aziende. I quantitativi vengono stabiliti basandosi sull’ipotesi che non siano più possibili importazioni.

Destinati a bovini, suini e pollame

Oggi, i mangimi proteici continuano tuttavia ad arrivare in Svizzera, seppure in misura minore. Grazie alle scorte obbligatorie è pertanto possibile tamponare le crisi per un periodo molto più lungo di quanto lasci intendere l’obiettivo prefissato.

Sul mercato mondiale sono ancora disponibili quantità sufficienti di fonti proteiche. Le restrizioni riguardano principalmente le capacità di trasporto verso la Svizzera, ridotte a causa della magra del Reno e del Danubio.

Le fonti proteiche sono componenti ricchi di proteine presenti nei mangimi, in particolare la farina di soia, di colza e di girasole. Queste farine sono un derivato della lavorazione dei semi oleosi per l’estrazione dell’olio vegetale. Per la farina di soia la Svizzera dipende quasi interamente dalle importazioni, si legge nella nota.

Le fonti proteiche vengono trasformate dai produttori di foraggio in mangimi composti insieme a cereali e altri ingredienti oppure aggiunte alle razioni alimentari e impiegate soprattutto nell’allevamento di bovini, suini e pollame.

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