Sandoz, dazi di Trump sui generici? “Troppo presto per valutare”
Il colosso basilese dei farmaci generici Sandoz ha risposto con cautela all'annuncio del presidente americano Donald Trump, che ha minacciato dazi fino al 100% - e più tardi al 200% - sulle importazioni negli Stati Uniti di medicinali di tal tipo.
(Keystone-ATS) Contattata dall’agenzia Awp l’azienda elvetica afferma di “prendere atto” delle dichiarazioni del governo a stelle e strisce. “È però ancora troppo presto per poter valutare le possibili conseguenze”, ha indicato un portavoce. Al momento non si può dire quindi ancora nulla di concreto riguardo agli effetti sugli stabilimenti produttivi o sulle future decisioni di investimento.
Stando a quanto comunicato nella notte da Washington, a partire dal primo agosto 2026 tutti i preparati generici importati negli Stati Uniti continueranno a essere soggetti a dazio zero per un periodo di due anni, mentre successivamente le tariffe saliranno al 100% per un anno e al 200% negli anni seguenti. La decisione mira a riportare la produzione farmaceutica sul suolo americano, colpendo duramente le aziende che producono all’estero. Per Sandoz, che ha una significativa esposizione al mercato Usa con i suoi generici e biosimilari, la posta in gioco è alta.
Nonostante l’incertezza, il gruppo renano ha scelto un approccio collaborativo. “Vogliamo lavorare in modo costruttivo con gli attori rilevanti”, ha sottolineato l’addetto stampa. L’impresa si allinea sull’obiettivo dichiarato dall’amministrazione Trump di migliorare l’accesso ai farmaci e la loro accessibilità economica negli Stati Uniti. “I generici e i biosimilari contribuiscono già in modo determinante alla riduzione dei costi sanitari e a garantire l’accesso dei pazienti alle cure”, ha argomentato il responsabile della comunicazione di Sandoz.
Le comunicazioni arrivate nella notte giungono in un momento importante nella storia di Sandoz: come noto dal prossimo 21 settembre l’azione della società entrerà a far parte dello SMI, l’indice dei 20 principali titoli della borsa elvetica, accentuandone peraltro il carattere difensivo.
Sandoz fu fondata nel 1886 dal chimico Alfred Kern e dal commerciante Edouard Sandoz quale fabbrica di prodotti chimici Kern & Sandoz. La ragione sociale Sandoz venne adottata nel 1939 e dagli anni Cinquanta il settore farmaceutico divenne preponderante a livello di giro d’affari. Nel 1996 l’impresa si unì a Ciba per dare vita a Novartis: nel 2003 Novartis riunì poi sotto il marchio Sandoz le sue aziende produttrici di farmaci generici. Vent’anni dopo, nel 2023, Sandoz è stata scorporata e quotata in borsa, riottenendo la sua indipendenza. Al momento l’azienda dà lavoro a 20’000 dipendenti di oltre 100 nazionalità e produce medicinali usati da un miliardo di pazienti. In portafoglio ha 1300 medicamenti. Nel 2025 il fatturato ha raggiunto 11,1 miliardi di dollari (9,0 miliardi di franchi al cambio attuale).