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Sanchez all’Onu, ‘il multilateralismo è il migliore strumento’

Keystone-SDA

Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha difeso il multilateralismo e l'ordine internazionale basato sulle regole nel suo intervento davanti l'Assemblea generale dell'Onu a New York, segnala la Moncloa.

(Keystone-ATS) “Salgo su questa tribuna con un solo obiettivo: difendere ciò che molti stanno cercando di distruggere. Vengo a rivendicare i principi e le ambizioni che ispirarono la creazione di questa organizzazione 81 anni fa”, ha affermato. E ha sostenuto che “il multilateralismo è il migliore strumento che l’umanità ha per gestire la propria diversità e interdipendenza, soprattutto in un mondo globale e multipolare come quello attuale”.

A suo giudizio, principi come “la pace, la sostenibilità e le pari opportunità” che otto anni fa – durante il suo primo intervento all’Onu – apparivano condivisi, “oggi vengono attaccati da attori politici e governi che vogliono riportarci a un passato grigio”. “Non è necessario indicarli. Tutti sappiamo chi sono e quale è il loro modus operandi”, ha aggiunto,

Sanchez ha accusato alcuni governi di mettere in discussione le regole internazionali, ridurre i contributi alle organizzazioni multilaterali, attaccarne dirigenti e dipendenti e poi definirle “entità inutili di cui possiamo fare a meno”, rivolgendo dure critiche alle politiche dell’amministrazione Trump, pur senza citare il presidente Usa.

Il premier ha quindi chiesto una riforma del Consiglio di sicurezza, con l’abolizione del diritto di veto dei membri permanenti: “Nessun Paese può essere al tempo stesso giudice e parte in causa, per quanto potente sia”.

“È arrivato il momento che una donna dell’America Latina occupi la segreteria generale”, ha detto, rivendicando il ruolo del femminismo.

Sul piano internazionale, ha difeso la posizione della Spagna in opposizione alle guerre e in difesa del diritto internazionale, con le sanzioni alla Russia per l’invasione in Ucraina o l’embargo di armi a Israele per il genocidio di Gaza, ricordando che Madrid “ha aumentato del 60% il suo contributo al sistema multilaterale”.

Il leader socialista ha infine difeso la risposta spagnola alla crisi migratoria di Ceuta: “Non cediamo alla paura, non trasformiamo il migrante in un nemico e non violiamo la legalità. Non scegliamo la strada più facile, scegliamo quella più giusta”, ha concluso.

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