Sal Da Vinci vince Sanremo 2026, a De Martino le chiavi del 2027
Sal Da Vinci, con il brano Per sempre sì, è il vincitore del Festival di Sanremo 2026. Batte al rush finale Sayf, con Tu mi piaci tanto. Sul terzo gradino del podio, Ditonellapiaga con Che fastidio!, che ottiene anche il premio per la miglior composizione musicale.
(Keystone-ATS) Quarta Arisa con Magica favola, quinti Fedez & Masini – dati tra i favoriti – con Male necessario. Ai due artisti anche il premio Bardotti per il miglior testo, mentre Fulminacci con Stupida sfortuna vince il premio della Critica Mia Martini.
È il responso di una finale che fa i conti con l’eco dell’attacco all’Iran e della crisi internazionale: nei minuti in cui fa il giro del mondo la notizia della morte di Ali Khamenei, la serata si apre con la riflessione di Carlo Conti e delle co-conduttrici Laura Pausini e Giorgia Cardinaletti, che rilanciano l’appello dell’Unicef per i bambini, in particolare nelle zone di guerra.
“Da una parte vorremmo il popolo iraniano libero da oppressione e sofferenze, dall’altra – sottolinea Cardinaletti – si sta aprendo un conflitto di cui non conosciamo l’esito. Il ruolo del servizio pubblico è cercare di capire cosa accadrà, lo stiamo facendo e continueremo a farlo grazie al lavoro di inviati e corrispondenti”.
“Pace, Pace”
“Pace, pace”, scandisce il pubblico dell’Ariston a metà serata, al rientro dello spazio del Tg1. E diversi artisti si fanno sentire. Le Bambole di Pezza cantano Resta con me, Cleo mostra la scritta Give Peace a Chance ricamata sull’abito sottoveste rosa cipria, e gridano ‘Diamo una chance alla pace’. Leo Gassmann conclude la performance con Naturale con “Abbasso la guerra e le tirannie, viva la pace e l’amore!”.
Ermal Meta canta Stella Stellina: la filastrocca è un urlo di dolore “per tutti i bambini silenziati dalle bombe”. Michele Bravi chiude la sua Prima o poi con una riflessione: “Noi qui abbiamo il lusso di festeggiare una serata incredibile, non dimentichiamoci di quello che succede nel mondo”. “Crediamo che la felicità e la pace siano un lavoro collettivo: siamo tutti responsabili e possiamo fare qualcosa sempre”, dicono Maria Antonietta e Colombre, in gara con La felicità e basta.
È un unicum nella storia del festival e della Rai l’investitura in diretta di Conti al successore. Sono trascorse da poco le 23 quando il direttore artistico scende in platea: “Ho un grande onore, per la prima volta accade a Sanremo. Posso annunciare ufficialmente che Stefano De Martino sarà il conduttore e il direttore artistico del prossimo festival”, e prende per mano il presentatore di Affari Tuoi.
“È un onore vero, un gesto di generosità non scontata che ricorderò per sempre, voglio ringraziare la Rai, e ora testa bassa e pedalare”, il commento di De Martino, che si porta la mano di Conti sul petto (“senti qua”, il batticuore) e gli chiede di non spegnere il telefono. Con questa mossa l’azienda gli consente di avere un anno di tempo per preparare il prossimo festival.
Bocelli sul cavallo bianco
Il superospite è Andrea Bocelli: arriva in sella al suo cavallo bianco Caudillo, all’esterno dell’Ariston, poi al pianoforte – introdotto dalle immagini di Pippo Baudo – canta Il mare calmo della sera, brano scritto tra gli altri da Zucchero, con cui vinse tra le Nuove Proposte nel 1994, e poi Con te partirò. È standing ovation. Gli eterni Pooh celebrano la loro storia, ma sono sul palco di piazza Colombo dove Conti li raggiunge per il premio alla carriera.
La comicità surreale di Nino Frassica riparte da un anno fa, con l’acconciatura alla Malgioglio, il ‘decameron’ del bravo presentatore e le notizie improbabili di Novella Bella.
Si volta pagina con Gino Cecchettin e i 301 nomi delle donne uccise negli ultimi tre anni, che scorrono sullo sfondo della sala. Tra questi, quello di sua figlia Giulia, trucidata nel 2023, e lui si commuove. Il suo messaggio alle donne è che “non sono sole, la loro libertà non è negoziabile, chiedere rispetto è il minimo. Non facciamo la guerra agli uomini, ma al maschilismo tossico che sta minando la nostra vita. L’amore non urla, non ferisce, lascia libera la vita”. E Pausini ricorda il ‘signal for help’, il gesto da fare chiudendo la mano per chiedere aiuto in situazione di violenza domestica o pericolo.