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Roche: nuovo test più rapido per l’infezione da tubercolosi

Keystone-SDA

Roche ha annunciato oggi di aver ricevuto il marchio CE di conformità europea per il test Elecsys IGRA TB, una nuova soluzione diagnostica basata sul sangue per l'identificazione dell'infezione tubercolare latente.

(Keystone-ATS) Il test consente di ottenere risultati in meno di 24 ore, con tempi di processo effettivi di soli 19 minuti per paziente, circa la metà rispetto ai metodi attualmente in uso.

La tubercolosi rappresenta ancora una delle sfide sanitarie pubbliche più significative a livello globale, ricorda il colosso farmaceutico renano in una nota odierna. Solo nel 2024 si stima che 10,7 milioni di persone si siano ammalate e 1,23 milioni abbiano perso la vita a causa della malattia. Circa un quarto della popolazione mondiale potrebbe essere stata infettata dal batterio, e nel 5-10% dei casi l’infezione latente evolve in forma attiva. La diagnosi precoce dell’infezione è quindi essenziale per interrompere il ciclo di trasmissione e guidare le decisioni terapeutiche nelle popolazioni ad alto rischio.

A differenza del test cutaneo alla tubercolina, il nuovo approccio offre una maggiore accuratezza e richiede una sola visita del paziente, riducendo la dipendenza da personale sanitario specializzato e mostrando una minima interferenza con la vaccinazione. La soluzione proposta – argomenta Roche – automatizza flussi di lavoro tradizionalmente manuali e gravosi per i laboratori, riducendo il rischio di errori e abbattendo le barriere all’implementazione su larga scala.

“Affrontare la tubercolosi latente è fondamentale per ridurre il peso globale di questa devastante malattia e tutto inizia con test migliori e più accessibili”, afferma Matt Sause, CEO della divisione diagnostica di Roche, citato nel comunicato. L’espansione dell’accesso a diagnosi affidabili rimane cruciale per ridurre l’impatto della malattia a livello mondiale, aggiunge il dirigente. Il nuovo test viene anche considerato un passo significativo per raggiungere gli obiettivi dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che mira a ridurre del 90% entro il 2030 i decessi causati dalla malattia e del 95% l’incidenza dei nuovi contagi.

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