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Rivolta anti-Bolloré in Francia, protestano centinaia di scrittori

Keystone-SDA

Monta la polemica nell'editoria in Francia in pieno Festival du Livre de Paris.

(Keystone-ATS) Centinaia di scrittori ed editori protestano nei confronti della casa editrice Grasset per il “licenziamento” dopo 26 anni al comando del suo storico amministratore delegato Olivier Nora, per cui ritengono responsabile il magnate ultraconservatore dei media Vincent Bolloré.

Un caso che ha provocato anche la reazione di Emmanuel Macron: “Difendere il pluralismo è molto importante”, ha detto il presidente.

“Un atto di coraggio e di resistenza”: così 220 scrittori si sono impegnati a non pubblicare più alcun libro con la casa editrice. Mentre oltre 200 editori, tra cui Antoine Gallimard e l’ex ministra della Cultura Françoise Nyssen, ritengono che il licenziamento di Nora dalla guida dell’editore Grasset sia la dimostrazione di una “guerra culturale e ideologica condotta sotto alla luce del sole”.

“Questa decisione – scrivono gli oltre 200 editori in una lettera pubblicata da Le Monde – segna uno stravolgimento inedito: un gruppo mediatico e editoriale non nasconde i suoi disegni politici e conduce una guerra culturale e ideologica sotto agli occhi di tutti”.

Gli editori, tra cui Gallimard, Actes Sud, Editis, esprimono tutti una ”stessa inquietudine”. Il testo pubblicato su Le Monde non menziona direttamente il magnate ultraconservatore dei media Bolloré, ma a Parigi sono numerosi gli scrittori a ritenerlo direttamente responsabile del licenziamento di Nora (Grasset è controllata da Bolloré).

La polemica sta incendiando l’editoria d’Oltralpe in pieno salone del libro parigino che si è aperto ieri sera con 450 espositori e 1.800 autori riuniti per tre giorni sotto alla volta del Grand Palais. Ad eccezione delle case editrici del gruppo Hachette – primo editore di Francia – tra cui appunto, Grasset, controllato da Bolloré.

La fronda degli scrittori denuncia, in particolare, un “oltraggio inaccettabile all’indipendenza editoriale” di Grasset. Citata dalla France Presse, la romanziera Colombe Schneck racconta che “ci sono stati momenti di tensione perché bisogna sapere che da Grasset c’è gente molto a sinistra, da una parte, e gente molto a destra, dall’altra”. Per lei, “era impossibile restare inermi. L’uscita di Olivier Nora è stata la scintilla”.

“Rifiutiamo di rimanere ostaggio di una guerra ideologica che mira ad imporre l’autoritarismo ovunque, nella cultura e nei media”, avvertono i firmatari, tra cui autori bestseller come Virginie Despentes, Sorj Chalandon, Bernard-Henri Lévy e Frédéric Beigbeder. Solidarietà anche da parte di Antoine Gallimard: “La nostra solidarietà nei confronti di Olivier Nora e dei suoi autori – scrive lo storico editore in un testo pubblicato sul giornale Le Monde – deve essere totale. La loro resistenza è un atto di coraggio”.

Gallimard ha pubblicato per lungo tempo i libri dello scrittore franco-algerino Boualem Sansal, che lo scorso marzo ha suscitato scalpore passando a sorpresa da Grasset, dopo il lungo periodo di carcere in Algeria. “Una tale indignazione collettiva, rarissima tra gli scrittori, prova lo shock suscitato da un azionista che sostituisce un editore rispettato con un gestore politicamente orientato”, commenta da parte sua il saggista Gaspard Koenig, ex autore della scuderia Grasset.

Per il Syndicat de la librairie française, “la cacciata di Olivier Nora segna una tappa supplementare, grave e senza dubbio decisiva nell’adeguamento del gruppo Hachette da parte del suo azionista Vincent Bolloré”. Da parte sua, il primo gruppo editoriale di Francia preferisce non commentare. Martedì, la direzione ha annunciato che Jean-Christophe Thiery, ceo di Louis Hachette Group e fedelissimo di Bolloré, prenderà la direzione di Grasset.

Diversi responsabili politici, soprattutto a sinistra, denunciano da parte loro le “purghe” nell’editoria nonché “l’offensiva dell’ideologia reazionaria e dei soldi” condotta dal miliardario bretone, secondo le parole dell’ex premier francese, Bernard Cazeneuve. Nel suo discorso inaugurale al Salon du Livre la stessa ministra della Cultura, Catherine Pégard, ha evocato il nome di Olivier Nora, sottolineando il “rapporto di fiducia” che gli editori “stringono con i loro autori”.

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