Ritorno della Catena svizzera di salvataggio dal Venezuela
La Catena svizzera di salvataggio ha concluso la sua missione in Venezuela. Attiva sul luogo dei terremoti da venerdì scorso, è rientrata in Svizzera oggi. La Confederazione prosegue i propri aiuti d'emergenza e invia cinque specialisti del Corpo di aiuto umanitario.
(Keystone-ATS) Gli 80 specialisti, tra cui 22 militari, della Catena svizzera di soccorso sono atterrati questo pomeriggio all’aeroporto di Zurigo. I soccorritori svizzeri hanno lavorato a turni, giorno e notte, in condizioni di caldo e umidità. Sono purtroppo riusciti a estrarre dalle macerie soltanto corpi senza vita, scrive in una nota il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del DFAE invierà questa sera cinque specialisti del Corpo svizzero di aiuto umanitario per sostenere le autorità in Venezuela. Il loro impegno riguarderà in particolare l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari nei siti che ospitano i numerosi sopravvissuti ai terremoti. In totale, la DDC stanzierà 2,5 milioni di franchi per soddisfare i bisogni delle popolazioni colpite.
La Catena svizzera di salvataggio, arrivata venerdì scorso in Venezuela, ha allestito la sua base operativa a La Guaira, in coordinamento con le autorità locali. La città costiera è stata una di quelle più gravemente colpite dalla catastrofe.
A una settimana dalla catastrofe, il numero di vittime causate dai due devastanti terremoti che hanno scosso il Venezuela non fa che aumentare. Le autorità hanno registrato oltre 1450 decessi, 3150 feriti e più di 12’700 famiglie colpite. Secondo i dati delle Nazioni Unite, le persone tuttora disperse son 50’000.
Ad aggravare il quadro, almeno 2500 infrastrutture – tra cui 38 ospedali e oltre 700 edifici – che hanno riportato danni. Circa 30 Paesi, tra cui la Svizzera, hanno inviato squadre per la ricerca e il salvataggio delle persone disperse.