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La Commissione d'inchiesta sugli ecoreati vuole fare chiarezza

Parte dei rifiuti prodotti in Ticino viene esportata nel Nord Italia. La Commissione d’inchiesta sugli illeciti ambientali era martedì a Como per cercare di fare chiarezza su questi trasporti e analizzare se non vi siano aspetti critici.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 dicembre 2017 - 09:16
Niccolò Lupone, Alanews

"Le nostre audizioni odierne sono volte a fare chiarezza sul traffico dei rifiuti sulle rotte transfrontaliere: esistono dinamiche organizzative, autorizzative e amministrative che ci siamo accorti possono presentare alcune criticità e su queste vogliamo focalizzare la nostra attenzione".

Presenta così, Chiara Braga, deputata del Partito Democratico e Presidente della Commissione d'inchiesta sugli illeciti ambientali, la tornata di audizioni avvenuta martedì pomeriggio presso la Prefettura di Como; una tavola rotonda cui hanno partecipato il Prefetto della città lacustre, il presidente della Provincia, il direttore dell’Agenzia delle dogane, rappresentanti della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e il comandante del Gruppo Carabinieri Tutela Ambiente di Milano.

Bocche cucite al termine dei lavori e appuntamento a una relazione che verrà presentata prossimamente in Parlamento, ma la sensazione è che da Roma la politica italiana stia cercando di ricostruire il percorso di alcuni rifiuti illeciti dopo che, nel Nord Italia, negli ultimi mesi diversi impianti di stoccaggio hanno registrato anomali ma analoghi incendi al loro interno.

Non sembra casuale, infatti, che la tappa comasca arrivi al termine di una due giorni che ha portato la Commissione prima in Veneto, poi, appunto, in Lombardia, dove Braga e colleghi hanno incrociato la Commissione Antimafia lombarda, a Brescia, e poi visitato due impianti di stoccaggio nel pavese e nel milanese.

"L'obiettivo è quello di raccogliere quanto più materiale possibile per redigere un'analisi approfondita da rendere poi pubblica" ha concluso l'onorevole Braga, la quale ha comunque sottolineato quanto l'aspetto burocratico relativo alle differenti autorizzazioni fra Italia e Svizzera sia al centro del dibattito in corso.


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