Richemont: “non siamo preoccupati per impatto Medio Oriente”
Il gruppo Richemont non è particolarmente preoccupato per l'impatto del conflitto in Medio Oriente sui suoi affari.
(Keystone-ATS) L’attenzione è rivolta alla sicurezza e alla salute dei dipendenti e dei clienti coinvolti, ha affermato oggi il presidente del consiglio di amministrazione Johann Rupert nella conferenza telefonica di commento ai dati dell’esercizio 2025/2026 del colosso ginevrino del lusso. La guerra in Iran non influirà in modo determinante né sul bilancio né sul conto economico, ha assicurato.
Il fatturato nella regione Medio Oriente e Africa è diminuito del 3% nel quarto trimestre dell’esercizio passato, chiuso a fine marzo. L’azienda attribuisce questo calo alla minore domanda locale e al minor afflusso di turisti dopo lo scoppio della guerra in Iran, a fine febbraio. Mentre i turisti sono venuti a mancare, i clienti residenti continuano comunque a fare acquisti, ha sottolineato il CEO Nicolas Bos. La società non ha inoltre riscontrato alcun impatto del conflitto sulle attività in Asia.
L’impresa, che comprende nel suo portafoglio marchi del calibro di Cartier, IWC e Jaeger-LeCoultre, ha anche fatto sapere di non aver ancora deciso in via definitiva se richiedere il rimborso dei dazi americani: si sta ancora valutando la questione, ha detto Rupert. Le barriere tariffarie statunitensi non dovrebbero però incidere in modo significativo sulle vendite: ciò che fa davvero male e pesa sui margini sono l’elevato prezzo dell’oro e gli effetti valutari negativi, ha chiosato il 75enne.
In borsa l’azione Richemont si è presentata oggi assai volatile: partita in rialzo del 4%, nel corso della mattinata ha virato in negativo, sino a perdere circa il 2% alle 10.30. Dall’inizio di gennaio il corso è sceso del 10% e negativa è la performance anche in un anno (-4%), mentre sull’arco di un lustro si registra un +55%.
Compagnie Financière Richemont – questa la ragione sociale completa – è una holding con sede a Ginevra che riunisce vari marchi del lusso nei comparti degli orologi, dei gioielli, delle penne e dei vestiti. È stata fondata nel 1988 dall’imprenditore e miliardario sudafricano Anton Rupert (1916-2006). L’attuale presidente del consiglio di amministrazione Johann Rupert è suo figlio, nato nel 1950.