Raid americani sull’Iran, che prende di mira basi USA nella regione
Notte di raid americani sull'Iran, dopo l'abbattimento di un elicottero statunitense vicino allo Stretto di Hormuz. Teheran ha risposto bersagliando basi americane nei paesi mediorientali.
(Keystone-ATS) Il Comando centrale americano (Centcom) ha annunciato che gli attacchi, a suo dire condotti per legittima difesa, sono stati ordinati dal presidente Donald Trump. “La missione è una risposta proporzionata all’ingiustificata aggressione iraniana”, ha dichiarato il Centcom in un comunicato.
In un’intervista a ABC il commander-in.chief ha detto che i nuovi attacchi “sono una risposta a ciò che hanno fatto al nostro elicottero la scorsa notte. Credo che la risposta debba essere molto forte, molto potente”.
Le tre ondate di raid hanno colpito sistemi di difesa aerea, stazioni di controllo a terra e siti radar di sorveglianza iraniani nei pressi dello Stretto di Hormuz, impiegando munizioni di precisione lanciate da caccia dell’aeronautica e della marina americana, ha precisato il Centcom.
I media iraniani hanno riportato diverse esplosioni lungo la costa meridionale del paese; esplosioni sono state udite in diverse località nella provincia di Hormozgan, sull’isola di Qeshm e lungo la costa vicino allo Stretto di Hormuz,
Funzionari iraniani hanno riferito al “New York Times” che gli attacchi aerei americani hanno colpito basi militari e navali, impianti radar e batterie di artiglieria in cinque località lungo la costa meridionale dell’Iran. In particolare, i raid avrebbero colpito basi navali a Sirik e Jask, sistemi di difesa aerea a Bandar Abbas e batterie missilistiche a Qeshm.
Per l’amministrazione Trump gli attacchi di stanotte contro l’Iran “intendono fungere da avvertimento e non ostacoleranno i negoziati per porre fine alla guerra”, ha detto un funzionario americano alla CNN.
In seguito ai raid aerei americani, le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno annunciato in un comunicato di aver lanciato nella notte attacchi con droni contro quattro obiettivi nella base aerea statunitense e nel suo comando centrale dell’esercito ad al-Azraq, in Giordania, nonché contro la Quinta flotta statunitense in Bahrein e la base aerea di Ali al-Salem in Kuwait.
L’esercito iraniano “ha preso di mira e distrutto quattro obiettivi principali, tra cui gruppi di caccia F-35 in una base aerea e il centro di comando militare statunitense” ad al-Azraq, nel nord della Giordania, si legge in una dichiarazione pubblicata dai media statali. L’esercito giordano ha però annunciato stamattina che “abbiamo intercettato e abbattuto cinque missili lanciati dall’Iran verso al-Azraq. Non ci sono state vittime né danni materiali”.
Da parte sua il Ministero dell’interno del Bahrein ha annunciato su X l’attivazione delle sirene antiaeree esortando “cittadini e residenti a mantenere la calma e a cercare riparo nel luogo più vicino”. Pure l’esercito del Kuwait ha dichiarato stamattina di aver preso di mira “obiettivi aerei ostili” sul proprio territorio, senza specificarne la provenienza.
“L’esercito criminale degli Stati Uniti deve sapere che, se la sua aggressione continuerà, l’Iran risponderà con attacchi più gravi e diffusi contro obiettivi designati nella regione”, ha dichiarato l’esercito della Repubblica islamica in un comunicato diffuso stamattina.
“L’esercito iraniano e le Guardie rivoluzionarie hanno attaccato basi statunitensi nella regione, in risposta agli attacchi dell’esercito terroristico statunitense contro l’Iran meridionale, avvenuti con il falso pretesto di rappresaglia per l’abbattimento di un elicottero americano”, ha aggiunto il comunicato.
Mentre il Ministero degli esteri di Teheran in un comunicato ha affermato che “è responsabilità morale e legale di tutti i paesi della regione, in particolare degli stati costieri meridionali del Golfo Persico, interrompere l’utilizzo del proprio territorio e delle proprie infrastrutture da parte di Stati Uniti e Israele per ideare, organizzare, attuare e fornire supporto logistico alle loro azioni criminali contro l’Iran”.