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Rabbia e scontri a Minneapolis, l’Fbi sfila l’indagine al Minnesota

Keystone-SDA

Scoppia la rabbia e dilaga la protesta di piazza in America dopo che un agente dell'Ice ha ucciso una donna sparandole mentre tentava di sfuggire in auto ai poliziotti in una manifestazione pro-immigrati a Minneapolis.

(Keystone-ATS) Il tutto è accaduto a soli quattro isolati da dove cinque anni fa venne ucciso George Floyd.

All’indomani delle manifestazioni nella città del Minnesota e a New York, altri cortei sono previsti in varie città americane. A Minneapolis ci sono già stati i primi tafferugli, con lanci di lacrimogeni e gas urticanti contro la folla vicino al Bishop Henry Whipple, l’edificio governativo federale a Fort Snelling. Le scuole sono state chiuse per motivi di sicurezza, mentre l’Fbi ha già scippato l’inchiesta alle autorità statali.

Il Paese intanto torna a dividersi, con Donald Trump e il suo governo a difendere l’agente scaricando ogni colpa sulla vittima, mentre i dem e le autorità locali ribaltano le accuse puntando il dito anche contro l’incendiaria repressione contro i migranti. Si tratta del secondo incidente mortale da quando il tycoon ha lanciato le retate nelle principali città americane, tutte a guida dem, inviando la Guardia Nazionale e gli uomini dell’Ice, l’agenzia di oltre 20 mila persone preposta all’immigrazione.

A settembre un agente aveva ucciso un immigrato irregolare a Chicago accusato di aver tentato di resistere al fermo guidando la propria auto contro il poliziotto. Ma le cronache sono piene di episodi controversi, abusi, maltrattamenti dell’Ice nella sua spietata caccia all’immigrato. Renee Good, 37 anni, poetessa e madre di tre figli, è l’ultima vittima di un clima sempre più incandescente. Come mostrano diversi video shock, è stata colpita a bruciapelo mentre cercava di allontanarsi dagli agenti che si affollavano attorno al suo Suv, che secondo loro stava bloccando il passaggio in mezzo alla strada.

I filmati mostrano un agente Ice mascherato tentare di aprire la portiera dell’auto della donna prima che un altro agente, anche lui mascherato, sparasse tre volte contro la vettura. Il veicolo è poi uscito di controllo e si è schiantato contro auto ferme. Il corpo insanguinato della donna è stato visto accasciato nel Suv incidentato.

Un uomo che si è identificato come medico ha tentato di raggiungere la vittima, ma gli agenti gli hanno negato l’accesso mentre la folla gridava contro di loro. Il poliziotto che ha sparato è stato trasportato in ospedale con ferite lievi ed è stato successivamente dimesso.

Trump ha dettato subito la linea, sostenendo che l’agente ha agito “per autodifesa” contro una donna che “lo ha investito”. “Si è comportata in modo orribile”, ha detto al Nyt, accusando la “sinistra radicale” di “minacciare, aggredire e prendere di mira quotidianamente i nostri agenti delle forze dell’ordine e dell’Ice”.

Il suo vice JD Vance ha descritto la vittima sui social come “una radicale di sinistra instabile”, mentre la ministra degli Interni Kristi Noem l’ha definita una “agitatrice” e una “terrorista domestica”, sostenendo che aveva deciso di “trasformare il suo veicolo in un’arma” nel “tentativo di uccidere o causare gravi danni fisici agli agenti”.

Di segno opposto la lettura delle autorità locali, dal governatore del Minnesota Tim Waltz al sindaco di Minneapolis Jacob Frey, che hanno contestato la versione fornita dal governo e chiesto alle forze federali di lasciare la città (2000 gli agenti Ice spediti in città dopo una truffa al welfare legata agli immigrati irregolari).

Frey non ha usato mezzi termini per esprimere la sua rabbia. Prima ha intimato loro di “andarsene fuori dalle p…”, poi si è scusato sarcasticamente se il suo linguaggio aveva “offeso le loro orecchie da principessa Disney”, spiegando che “da una parte c’è qualcuno che ha detto una parolaccia, dall’altra c’è qualcuno che ha ucciso un’altra persona”.

Duri anche i dem al Congresso. Il leader alla Camera, Hakeem Jeffries, ha definito l’uccisione di Nicole Good “abominevole” e “vergognosa”. “Il sangue è chiaramente sulle mani di quegli individui all’interno dell’amministrazione che hanno spinto una politica estrema che non ha nulla a che fare con l’applicazione dell’immigrazione relativa all’espulsione di criminali violenti dal Paese”, ha accusato. “Non sembrava esserci alcuna giustificazione per quello che questi agenti hanno fatto”, ha osservato il leader dem al Senato, Chuck Schumer.

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