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Quotidiano Repubblica in sciopero, si chiede trasparenza

Keystone-SDA

Proteste dei giornalisti del quotidiano italiano La Repubblica, che accusano i vertici di poca trasparenza.

(Keystone-ATS) “L’assemblea delle giornaliste e dei giornalisti di Repubblica si è riunita per ore” nella serata di ieri e “per questa ragione, non potendo chiudere le pagine, il quotidiano” oggi 10 febbraio non sarà in edicola.

Ma il Comitato di redazione (Cdr) ha inoltre indetto per oggi, 10 febbraio, uno sciopero e quindi il giornale non sarà in edicola nemmeno domani, spiega lo stesso Cdr in una nota a conclusione dell’assemblea di ieri sera, in cui si spiegano le ragioni della protesta.

“Oramai da settimane – si legge nella nota pubblicata anche online – la vertenza del nostro giornale è aperta: sappiamo che Exor è in trattativa per la vendita di Gedi con il gruppo greco Antenna. Ma questa trattativa in esclusiva è scaduta lo scorso 31 gennaio e la società non ci ha ancora detto se c’è stata una proroga e fino a quando. Le informazioni in nostro possesso finiscono qui. Abbiamo anche chiesto perchè la scelta sia ricaduta su di un editore sconosciuto ai più e non ad altri che si erano detti interessati, ed è una domanda che rimane aperta. Ci sono (state) altre offerte? Se si, perchè non prenderle in considerazione?”.

Si chiede trasparenza nella trattativa “necessaria e fondamentale quando in ballo c’è un prodotto che non è solo economico ma uno strumento di equilibrio di un già fragile pluralismo mediatico”. Si tornano a chiedere “garanzie occupazionali e democratiche”, cadute nel vuoto perchè “l’editore John Elkan si rifiuta di incontrare le rappresentanze sindacali”. Una situazione che, ricorda il Cdr, coinvolge 1.300 famiglie.

Per il Comitato “la storia di Gedi è paradigmatica. Racconta bene lo strapotere di pochi, senza regole e senza controlli; il destino incerto dei molti che non hanno ereditato patrimoni né credono nella legge del più forte e del più furbo; la pavidità e connivenze di purtroppo molti decisori pubblici, attenti agli interessi delle oligarchie e meno al bene comune”.

Concludono ricordando che “Repubblica nasce con un forte senso di identità e appartenenza ad un sistema di valori ben definito: progressista, antifascista, per la conquista di nuovi diritti sociali e civili, contro ogni forma di razzismo. Con queste lenti abbiamo raccontato l’Italia e il mondo per mezzo secolo. La nostra battaglia è per restare fedeli a tutto questo”.

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